Gente in Aspromonte - Corrado Alvaro

In questo romanzo, l’autore, Corrado Alvaro, ci narra le vicende di una povera famiglia in un altrettanto povero paese in Aspromonte.
Corrado Alvaro nacque a San Luca, un paesino in provincia di Reggio Calabria nel 1895, e fu uno dei più noti autori di inizio Novecento. Egli esordì come poeta, ma la sua produzione più significativa è costituita da romanzi e racconti, e le sue opere più importanti sono “L’uomo nel labirinto” (1926) e “L’amata alla finestra” (1929).
Le sue novelle più famose sono quelle di “Gente in Aspromonte” (1930), raccolta incentrata sulla sua terra di origine.

Questo racconto narra le vicenda del pastore Argirò, che, costretto a tornare in paese anzitempo a causa della morte di due mucche del signor Mezzatesta, di cui era servitore da molti anni, da questo, si vide negata una nuove possibilità di lavoro.
Perciò, si rivolse all’altro fratello Mezzatesta chiedendogli un prestito col quale avrebbe messo su un piccolo campo, che però non seppe gestire al meglio.
Così, dopo una serie di altri sfortunati lavori, riuscì comunque a mettere su un po’ di soldi, con i quali si compro un mulo, e iniziò a fare il trasportatore di mercanzie tra i vari paesi. Intanto Antonello, figlio del pastore Argirò, iniziò a frequentare i figliastri del Mezzatesta, intraprendendo una brutta amicizia.
Però, le cose fortunatamente cambiarono con la nascita di un altro fratello, Benedetto, che fu il quarto figlio di Argirò.
Infatti, quando Benedetto fu cresciuto, l’Argirò decise di farlo studiare e perciò Antonello fu mandato a lavorare in una città per guadagnare qualcosa e aiutare la famiglia nel mantenimento degli studi di Benedetto.
Tutto sembrò andasse per il meglio, fino a quando Argirò iniziò a vantarsi in maniera esagerata di questo figlio, poiché gli altri due, prima di Antonello, erano muti.
Infatti, i figliastri del Mezzatesta, per contrarietà, gli bruciarono il fienile e gli uccisero il mulo.
Inoltre, costrinsero il padre a firmagli un riconoscimento, con il quale si accaparrarono tutti i beni, ed infine lo cacciarono di casa. Allora Antonello, cercando vendetta, bruciò tutti i campi del fratello del Mezzatesta, e uccisi tutti isuoi animali, ne spedì la carne a parenti ed amici, finché non venne preso dalla polizia.
I personaggi principali sono: il povero pastore Argirò, che esprime il tema del sacrificio, poiché fa di tutto pur di mandare avanti la famiglia e mantenere gli studi del figlio Benedetto; Antonello, figlio del pastore Argirò, è un ragazzo molto pratico, tipico della gente montanara, e ci esprime il tema della giustizia poiché, non comprendendo le grandi disuguaglianze della società si quel tempo, si vendica contro la famiglia Mezzatesta, e quando la polizia lo viene a prendere, dice di essere contento di poter vedere in faccia la giustizia, perché ha molte domande da porle; infine la famiglia Mezzatesta, che funge da antagonista del racconto, poiché ostacola in molti modi la vita della famiglia del pastore Argirò.
La vicenda è dunque ambientata in un piccolo paese in Aspromonte, e si svolge in un arco di tempo abbastanza lungo, da quando Antonello era ragazzo, a quando diventa adulto.

Alvaro utilizza uno stile semplice e chiaro, anche se in alcune parti risulta molto conciso, mentre in altre si dilunga in descrizioni molto ampie.