Se esiste nella scena musicale italiana un personaggio in grado di sostenere la nomina di rockstar, questo è sicuramente Vasco Rossi.
Ama definirsi provocautore, e con le sue canzoni ha espresso, dagli anni ’70 fino ai primi ’90, i pensieri di una “generazione di sconvolti, che non ha più santi ed eroi”, riuscendo a trattare argomenti vicini al popolo, in modo ironico, semplice e diretto, quasi colloquiale, grazie all’uso di termini ed espressioni comuni.
Ma anche Vasco rossi, prima di raggiungere il grande successo nazionale, ha dovuto fare i conti con la critica musicale e i giornalisti che, non riuscendo a comprenderlo, lo etichettavano come un cattivo esempio, ubriaco e drogato.
Nasce a Zocca, in provincia di Modena, e il primo approccio con la musica avviene in chiesa e grazie alla madre che lo iscrive ad un concorso che riesce a vincere.
Nel 1975 fonda una discoteca e “punto radio“, una delle prime radio libere, dove si fa apprezzare come disk jockey.
Spinto dagli amici, fra i quali ricordiamo anche il cantante degli Stadio Gaetano Curreri, pubblica solo per l’Emilia Romagna il suo primo album, dal titolo …Ma Cosa Vuoi Che Sia Una Canzone, preceduto dal 45 giri contenente Jenny è Pazza.
L’album è piacevole, giovanile, e scorre leggero dalla prima all’ultima traccia. Tipicamente cantautoriale, con qualche influenza psichedelica, tratta di amori finiti, di sogni, di sociale, di ritratti sul mondo femminile, formula che riscontrerà molto successo nei suoi successivi lavori.
La canzone forse maggiormente conosciuta del repertorio di Vasco, Albachiara, fa parte del suo secondo album Non Siamo Mica Gli Americani, nel quale il rocker emiliano comincia a “far sentire” la sua voce di protesta e di disagio nei confronti di una società troppo conservatrice e bigotta: “non bado alla gente che guarda sconvolta, ormai ci sono abituato, sono vaccinato, sono controllato, si pensa ormai addirittura in giro, è chiaro che sono drogato” recita la sua Fegato Fegato Spappolato.
L’avventura continua con Colpa D’Alfredo, la cui titletrack viene censurata in quanto contiene termini offensivi.
Vasco viene invitato a domenica in, dove si esibisce con Sensazioni Forti, e si mette in mostra a livello nazionale, scatenando critiche negative, in particolare da Nantas Salvalaggio che, in un suo famoso articolo, definisce il cantante “ebete,cattivo e drogato”.
Esce nel 1981 Siamo Solo Noi, considerato da molti il miglior album rock italiano, famoso per la sua titletrack, diventata ormai un inno generazionale, Brava e Incredibile Romantica.
L’anno successivo Vasco partecipa a Sanremo con Vado al Massimo, arrivando ultimo. Questa è sicuramente l’esperienza che consacra definitivamente la sua popolarità da rockstar.
La canzone presentata al festival contiene un’ironica risposta a “quel tale che scrive sul giornale”, Nantas Salvalaggio ed è contenuta nell’omonimo album che ricordiamo per dei capolavori come Canzone e Ogni Volta.
Nel 1983 il ritorno a Sanremo con uno dei classici della musica italiana: Vita Spericolata, vero e proprio manifesto della poetica di Vasco. Il pezzo si piazza al penultimo posto e la performance del cantante suscita scalpore poiché va via dal palco prima che la canzone finisca, trascinandosi dietro il microfono. La canzone è “da vera rockstar”, parla di una vita al limite, al massimo.
Segue la pubblicazione dell’album Bollicine e uno dei periodi di maggior successo, nel quale il rocker vive sul palco e passa molti giorni senza dormire. Alcuni biografi pensano che proprio in questo periodo Vasco comincia a diventare farmaco-dipendente, assumendo grandi quantità di anfetamine e Lexotan da far annullare diversi concerti.
Nell’aprile del 1984 infatti, avviene il primo arresto per detenzione e spaccio senza scopo di lucro di cocaina.
Durante il periodo di detenzione De Andrè e la compagna Dori Ghezzi sono gli unici esponenti del panorama musicale italiano a dare il loro sostegno al cantante, andandolo a visitare in carcere.
Segue la pubblicazione di Cosa Succede In Città che, secondo il mio parere forse in disaccordo con la critica e i fans, è uno dei migliori lavori dal punto di vista musicale: spuntano dei ritmi funk, accompagnati dai frequenti fiati di Andrea Innesto.
Nel 1986 nasce il primo figlio di e il rocker italiano scompare per un lungo periodo.
Al suo ritorno con C’è Chi Dice No, il mio album preferito, il successo è tale che Vasco si vede costretto ad abbandonare i palazzetti, ormai troppo piccoli, per i suoi tour, optando per i più capienti stadi.
Viene abbandonata definitivamente la figura di giovane rocker scatenato, grazie a dei testi più introspettivi e a volte pessimisti.
Segue la rottura con la storica Steve Rogers Band, e un nuovo arresto.
Vasco pubblica per la EMI, nel 1989, Liberi Liberi, non considerato un buon album dal cantante, seguito da un’importante tournèe che verrà ripresa dal live Fronte Del Palco.
Nel 1993 esce Gli Spari Sopra, di un’impostazione decisamente più hard-rock. Un album che si avvale di un cast di musicisti di caratura internazionale, come Dave Stewart e Vinnie Colaiuta.
Comincia con questo album, quella decadenza artistica che tocca a molti artisti nel loro ultimo periodo di carriera. Dopo il singolo Senza Parole, che Vasco regala agli iscritti del fans club, nel 1996 esce …Nessun Pericolo Per Te, che contiene una fra le canzoni più belle mai state scritte in Italia, Sally.
Nell’utimo decennio, il rocker di Zocca ha continuato a sfornare prodotti non alla sua altezza, come l’inascoltabile Stupido Hotel, accrescendo sempre di più la sua popolarità attraverso raccolte inutili, canzoni concesse a famose pubblicità e iniziative estremamente commerciali come fumetti e album di figurine.
Quel “cantante sbandato” idolo di una generazione anticonformista è stato ormai sovrastato da un cantautore ripetitivo e banale.
I veri fans del “Blasco”, nostalgici dei suoi “bei tempi”, si consolano con i suoi tour, rimasti l’unico vero motivo per la sua carriera musicale.
Il 23 novembre verrà pubblicato il DVD che immortala il “Basta Poco Tour” di questa estate e si spera in una ripresa con l’ormai quasi ufficiale pubblicazione del nuovo album, il prossimo aprile, contenente la promettente Non Sopporto, proposta durante gli ultimi concerti.
In seguito è possibile vedere l’esecuzione al festival di sanremo dell’inno “Vita Spericolata”
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