Terzo tempo

Quasi ogni sport viene suddiviso in vari tempi, imposti per dare respiro agli atleti che rientrano in campo. Il rugby ha due tempi da 40 minuti. Il basket ha quattro tempi chiamati periodi in cui vengono susseguiti diversi intervalli. La pallavolo può avere come massimo 5 “set” di gioco. Il tennis può avere 3 o 5 set. E così via. Ma in ognuno di questi sport vi è una particolarità: il terzo tempo. In questo tempo i giocatori non si danno battaglia, ma si danno semplicemente la mano in segno di rispetto e per congratularsi della partita, appena conclusa, con il propro avversario sotto gli applausi assordanti dei tifosi. Da gennaio in poi questa prassi sarà eseguita pure in tutti i campi di calcio di A e di B. Lo ha deciso lunedì il Consiglio di Lega dopo aver visto il successo avuto dall’iniziativa promossa dalla Fiorentina dopo la partita contro l’Inter, in cui, dopo esser stati sconfitti per 2-0, i viola, prima di andare negli spogliatoi, si sono messi in due file verticali, per stringere la mano a tutti i giocatori neroazzurri. Sicuramente un bel gesto, ma che ha suscitato diversi pareri, soprattutto da parte dei presidenti e degli allenatori delle società più importanti. Spalletti, allenatore della Roma, ha affermato di approvare quest’iniziativa come “la salvezza del calcio italiano, soprattutto per far capire quanto sia importante la sportività ai più giovani”. Stessa cosa dice Ancelotti, allenatore del Milan, sottolineando che il gesto è stato fatto in un giorno speciale e molto triste per Firenze e la Fiorentina (pochi giorni prima morì la moglie di Prandelli, allenatore dei viola). Ma ci sono anche diversi pareri. Massimo Cellino, presidente del Cagliari, pensa che il fair play ognuno debba organizzarselo come vuole “è una questione di civiltà, la Lega in questo non credo debba intervenire”. Sono dello stesso avviso Delio Rossi e Roberto Mancini, che stasera si affronteranno nel recupero Inter-Lazio, ma che affermano di non voler esser obbligati “dall’alto” a dar la mano a fine partita, perchè, già prima di Fiorentina-Inter, i giocatori liberamente si scambiavano abbracci e magliette tra di loro. “Dev’essere qualcosa che viene dal cuore, e non dalla Federcalcio” aggiunge Rossi. Lo Cicero, grandissimo giocatore di Rugby, applaude l’iniziativa viola, ma aggiunge che nel suo sport il terzo tempo è tutt’altra cosa. “Il terzo tempo nel Rugby non è fatto solo di abbracci e strette di mano. Ma dopo la doccia, le due squadre avversarie, compresi gli arbitri, si ritrovano in un locale per bere birra, parlare della partita, ballare, scherzare. Come la gente comune. Questo nel calcio non succederà mai perchè ci sono troppi soldi e i calciatori non si sentono uomini normali, ma superuomini. Anzi super-eroi. Intoccabili. L’immagine del calcio italiano deve cambiare. Sono stato qualche volta allo stadio con amici e mi sentivo chiuso, come se fossi dentro una gabbia. Invece dovremmo imitare lo stile inglese, facendo dello stadio un vero e proprio ritrovo sia per parlare sia per divertirsi, inserendo bar, negozi e migliorando l’igiene”. Duro commento da parte del rugbysta sul calcio del nostro paese. Ma sembrerebbe non avere tutti i torti. Prima si dovrebbe cambiare l’immagine del calcio italiano, e poi si dovrrebbe inserire il terzo tempo all’interno di esso. Pensiamoci un momento. Inter-Juve, il ritorno, sarà giocata il 22 marzo 2008. Immaginereste mai che le due squadre a fine partita si diano la mano? Vedreste un Chiellini che dia la mano a Ibrahimovic tra gli applausi delle due tifoserie?