Il barone Rampante

Italo Calvino è l’autore del libro “Il barone rampante”, nel quale ci parla di un nobile barone e di tutte le sue avventure. Calvino nacque il 15 Ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, un villaggio nei pressi dell’Avana (Cuba), da genitori italiani, entrambi professori universitari. Egli ebbe le prime infarinature letterarie con le opere di J. R. Kipling e di E. Montale. Scrisse varie opere, le più importanti sono: “Ultimo viene il corvo”, “Il visconte dimezzato”, “La formica argentina”, “L’entrata in guerra”, “Fiabe Italiane”, “Il barone rampante”, “La speculazione edilizia”, “La nuvola di smog”, il volume antologico “Racconti”, “Il cavaliere inesistente” e nel 1960 raccolse la trilogia araldica “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, dove analizza la figura dell’uomo contemporaneo e il suo rapporto con la società.

Il protagonista del libro è Cosimo, un dodicenne aristocratico, che dopo un futile litigio con suo padre, decise di abbandonare la sua famiglia e di salire sugli alberi del giardino di casa, per non scendere mai più. Così, per il ragazzo, si aprì una nuova vita, infatti conobbe l’amore, approfondì la conoscenza dell’uomo, imparò a cacciare, a costruirsi una casa e incrementò la sua cultura leggendo e studiando. La vita di Cosimo, si svolse interamente sugli alberi, prima su quelli del giardino di famiglia, successivamente nei boschi del circondario, raggiungendoli saltando di ramo in ramo. Durante questi spostamenti, egli conobbe degli esiliati spagnoli e si innamorò di Ursula che però, terminato l’esilio, ritornò in patria, ponendo fine alla loro storia. La sua “fama” si diffuse con rapidità e se all’inizio veniva reputato come un fenomeno da baraccone e la sua famiglia quasi se ne vergognava, in seguito interagì con personaggi come Diderot, Rousseau, Napoleone e lo Zar di Russia. La morte di Cosimo non viene descritta, infatti egli, vecchio e stanco, un giorno si aggrappa ad una mongolfiera di passaggio e scompare nel nulla.
Le pagine del libro sono riportate con gli occhi del fratello minore di Cosimo, Biagio, che è uno dei tanti personaggi del racconto.

Il protagonista principale del racconto è dunque Cosimo, un dodicenne forte, testardo, introverso e scontroso ma onesto e dotato di forza di volontà, fatto che gli consente di non venire mai meno ai propri ideali. I personaggi principali che lo affiancano, oltre la famiglia, sono: Viola d’Ondariva, bellissima smorfiosetta che si “impossessa” del suo cuore fin dalla tenera età, il cane bassotto Ottimo Massimo, inseparabile compagno di caccia, il brigante Gian dei Brughi, con il quale condivide i suoi libri, l’abate tutore Fauchelafleur e il Cavalier Avvocato. Particolarmente importante è la visione dell’autore, che si conferma poco incline a giudizi e opinioni ottusi e assoluti. Il comportamento di Cosimo si rifà ad una idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità. Calvino si dimostra precursore, soprattutto riguardo a tematiche più ampie come la paura e l’avversione per ciò che si discosta dalla normalità.