Tre Operai viene pubblicato nel 1934, durante il periodo della dominazione fascista in Italia, da Carlo Bernari, nome italianizzato dell’autore di origini francesi, Carlo Bernard, a soli vent’anni.
L’autore, di formazione da autodidatta, crea un romanzo dallo stile insolito e dalle tematiche poco adatte al periodo letterario in cui si inserisce, motivo per il quale è considerato precursore di quel movimento neoverista degli anni ’40 e ’50 italiani.
Bernari infatti, propone, ai lettori del periodo, abituati agli artifici tipici del dannunzianesimo, la storia di tre operai e della loro condizione sociale di assoluto disagio.
In un epoca segnata da un regime totalitario, l’opera non è, quindi, conforme alla tipica ortodossia fascista, anzi, viene censurata direttamente da Mussolini e resa “invisibile” e irreperibile dalla maggior parte delle riviste e quotidiani del periodo, intenzionati a proporre esclusivamente recensioni critiche negative.
La trama, ambientata nell’Italia meridionale, si snoda a partire dal 1914 al 1924, un decennio caratterizzato da continui scontri militari e sociali.
I tre operai in questione, Teodoro, Marco ed Anna, si trovano di fronte ad una situazione di degrado economico. Napoli non è descritta attraverso i soliti canoni utilizzati per i paesaggi mediterranei, ma è vista nella sua parte “più” industrializzata, più oscura.
I protagonisti sono quindi impotenti rispetto a ciò che gli accade attorno, ma devono comunque affrontare le tipiche difficoltà fisiche e economiche di una vita di fabbrica, segnata dall’immobilismo della società di cui fanno parte e dai disagi portati dalla guerra.
Sono costretti, infatti, ad abbandonare il loro obbiettivo, quello di progredire socialmente, di raggiungere una stabilità economica e, quindi, di vivere meglio.
In questo racconto impegnato, quindi, l’autore appare palesemente di parte, e esprime i suoi pensieri attraverso la descrizione dei disagi dell’epoca.
Riesce a criticare il fascismo italiano e dissacrare il suo falso lato sociale.
La lettura del libro non risulta semplice e scorrevole ma piuttosto impegnativa.
Sebbene non sia un racconto appassionante e avvincente, è il capolavoro di un autore importante per la storia italiana, non solo nel campo letterario, di una di quelle persone che ha voluto esprimere il suo pensiero anche in un ambiente come quello fascista.
Infine, considerando il tema fondamentale dell’opera, anche se pubblicato quasi un secolo fa, questo romanzo è ancora estremamente attuale e dovrebbe far riflettere sulla situazione che vige in Italia.