I Rolling Stones avrebbero dovuto concludere la loro carriera nel 1969. Mick Jagger è, infatti, sopravvissuto a tutto e a tutti, dalla droga, all’alcool, agli Hell’s Angels.
Proprio l’organizzazione motociclistica americana, che ormai si è diffusa in tutto il mondo ed è considerata come una vera e propria organizzazione criminale, avrebbe dovuto uccidere uno dei maggiori simboli del rock.
A scoprirlo è stata la Bbc, l’emittente televisiva d’oltreoceano che, nel raccogliere il materiale per un servizio sul centenario dell’Fbi, ha scoperto il complotto di cui lo stesso cantante non aveva mai sentito parlare.
La vicenda risale ai giorni successivi al festival di Altamont, nel 1969, quattro mesi dopo Woodstock. Un festival che segnò la fine delle illusione e delle utopie hippie che si erano diffuse negli anni ’60, fino al più grande spettacolo musicale di tutti i tempi.
Se Woodstock è considerato l’apice della cosiddetta “controcultura giovanile” di quegli anni, Altamont è la fine di quel movimento. Durante il festival, infatti, organizzato dagli stessi Stones, che assegnarono il controllo della sicurezza proprio agli Hell’s Angels, in cambio di centinaia di dollari in cartoni di birra, morirono quattro persone. L’episodio più emblematico è quello di Meredith Hunter, un giovane di colore che, dopo aver estratto una pistola in mezzo al pubblico, mentre Jagger e compagni suonavano Under my thumb, venne accoltellato a morte dai responsabili della sicurezza, come testimoniano le immagini del concerto.
Successivamente a questo triste evento, agli Hell’s Angels venne fatto sapere che non sarebbero più stati incaricati di mantenere la sicurezza dei concerto della band inglese, e per questo decisero di uccidere Mick Jagger.
I motociclisti avrebbero dovuto attaccare il cantante via mare, ma la loro imbarcazione fu colpita da una tempesta e l’attentato fallì.
Ringraziamo le condizioni metereologiche di quel giorno per averci regalato altri quarant’anni di buona musica.