Centenario Inter

Grande notte di festa a San Siro nel segno di Giacinto Facchetti. Lui non c’è più da un anno e mezzo, ma sono stati il suo ricordo, la sua figura, le sue immagini a dominare la festa per il centenario dell’Inter. Suo figlio Gianfelice, ha dato il via alle celebrazioni subito dopo la gara con la Reggina. Suo nipote ha chiuso il corteo degli 825 bambini che prima del fischio d’inizio hanno disegnato al centro del campo la scritto 100 Inter. A conferma dell’internazionalità come marchio secolare, sono sfilate 35 bandiere delle nazioni che hanno regalato giocatori alla squadra nerazzurra. Ovazioni per Rumenigge, Balotelli, Baggio, Zenga, Mancini, Zamorano, Figo, Djorkaeff, Zanetti. Applausi per Trapattoni e Blanc, fischi impietosi per Recoba, Hodgson, Blatter Platini e Maradona. Subito dopo è stato il turno delle immagini dei gol della rimonta storica sul Liverpool nel 1965 e del discorso di insediamento alla presidenza di Giacinto Fachetti, che hanno caricato il popolo nerazzurro.

La festa continua con uno dei momenti più intensi della serata, con Adriano Celentano che ha cantanto I ragazzi della via Gluck. Grande emozione per la passerella dei campioni. Si parte con quelli della Grande Inter degli anni ’60. Moratti stringe la mano e abbraccia tutti, e tutti indossano una sciarpa nerazzurra. Sfilano tutti, fino al più vecchio Antonio Caracciolo, classe 1917. In conclusione della festa l’apparizione sul campo del capitano Zanetti e compagni, con il canto dell’inno nerazzuro e il taglio della torta in Piazza Duomo con Massimo Moratti.

Dunque festa grande per una grande squadra, che in cento anni ha dominato, insieme ai “cugini” milanisti, la scena del calcio internazionale, portando la città di Milano sul tetto del mondo.