[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=g7eKmAK6hEw&color1=0x006699&color2=0x54abd6]

Quanto possono essere condizionate, due vite, da un errore sbadato, da un fraintendimento?
Su questo quesito vuol farci riflettere lo scrittore Ian McEwan, autore di Espiazione, romanzo adattato dal regista Joe Wright nel suo ultimo omonimo film.
Vincitrice di un premio oscar e candidata all’oscar come miglio film, la pellicola narra la drammatica storia della giovane Briony Tallis (Saorise Ronan e Vanessa Redgrave), tredicenne dalle notevoli capacità letterarie e dalla spiccata immaginazione, principale causa della sua triste vita.
Il film si divide in tre parti, narrate sempre da un punto di vista mobile, interno alla storia, quello della protagonista, della sorella Cecilia (Keira Knightley) e del fidanzato di quest’ultima, Robbie (James McAvoy), la vera vittima di tutta la vicenda.
È una bella e calda giornata in casa Tallis, quando il fratello maggiore di Cecilia deve rientrare a casa. Durante la stessa giornata, la piccola Briony, assiste, senza capire cosa sta vedendo, all’incontro della sorella con il fidanzato e legge una lettera compromettente che, il giovane ragazzo, sbadatamente, scambia con la lettera che avrebbe voluto consegnare a Cecilia.
Questi due elementi, porteranno, la scrittrice in erba, a creare nella sua mente una cattiva e sbagliata immagine di Robbie, credendolo un maniaco sessuale.
La sorte vuole che la sera stessa, Lola, una cugina dei fratelli Tallis, viene violentata nella grande tenuta che circonda la villa. Non si conosce il colpevole, ma Briony confessa alle autorità di essere convinta che sia stato Robbie, o coglie l’occasione per incolparlo ingiustamente.
Il vero colpevole è, infatti, un amico del fratello maggiore, che non viene accusato neanche dalla sua vittima. Il fidanzato di Cecilia viene arrestato e messo in cattiva luce agli occhi di tutta la famiglia.
La storia, per mezzo di un salto temporale, si sposta in Francia, durante la Seconda Guerra Mondiale, dove ritroviamo Robbie, che riesce a far ritorno in Inghilterra, dove ritrova la sua amata Cecilia.
Ma alla fine del romanzo, Briony, ormai anziana scrittrice affermata, rivela che questa versione dei fatti, è solo ciò che sarebbe dovuto accadere. Robbie è morto in Francia e lei non ha potuto rimediare al suo errore. Ha deciso, infatti, di scrivere un romanzo che raccontasse tutta la verità.

Il regista ha creato il film in modo che lo spettatore potesse capire ciò che porta Briony ad accusare Robbie. Infatti, tutte le scene fondamentali sono precedute da ciò che vede la protagonista, che diventa sempre più scettica nei confronti di Robbie.
I momenti del film, sono inoltre collegati l’uno all’altro da una musica onnipresente, che si adatta al periodo in cui è ambientata la storia. Il suono dei tasti di una macchina da scrivere si fonde con il ritmo della musica composta dal compositore italiano Dario Marianelli, che si aggiudica l’oscar per la migliore colonna sonora.
Infine, bella l’interpretazione della giovane Briony, candidata all’oscar come migliore attrice non protagonista.
Il film risulta piacevole e non cade mai nella “lentezza” di molti lavori drammatici, motivo per cui, forse, avrebbe meritato un oscar in più.