Dal conclave di Parigi dove erano riuniti i delegati dei 151 Paesi chiamatu a scegliere tra Milano e Smirne per l’assegnazione dell’Expo del 2015, il risultato è stato: <i>Milano 86 – Smirne 65. </i>A Parigi erano presenti numerosi sostenitori delle due città. Per appoggiare Smirne sono venuti sia il Presidente della Repubblica sia il capo dell’opposizione, e con loro 720 sostenitori, tutti con bandiere e alcuni nei costumi tradizionali. C’erano anche numerosi italiani con il tricolore e con la bandiera di Milano.

Expo milano

Milano ha vinto e guarda alle’Esposizione Universale del 2015 come un’occasione di riscatto, come un risarcimento per la mortificazione di Malpensa. Già oggi alle 16, si riunirà a palazzo Chigi il “Tavolo per l’Expo” con il sindaco Moratti e tutti gli altri protagonisti di questa impresa. Nessuno vuole restarne fuori: sul piatto ci sono investimenti per 20 miliardi, 70 mila nuovi posti di lavoro, 29 milioni di visitatori da accogliere.

Milano tornerà la città d’acqua con il piano Navigli che renderà navigabile dalla Dersena a Rho. Ma come dice la Moratti “Sarà un’Expo no logo”, cioè senza un simbolo com’è stata la Torre Eiffel per l’Expo parigino o la stessa Torre Branca per l’edizione milanese del 1906. Milano questa volta non punta sull’immagine, preferisce pensare agli altri creando una rete per i Paesi in via di sviluppo, con lo slog “Un’università, una scuola, un ospedale per tutti.” E’ comunque inevitabile dire che Milano cambierà il suo volto. E’ prevista la realizzazione dei padiglioni dell’Expo alla Fiera di Rho-Pero, di due vie di Acqua e di Terra che collegheranno il centro della città al nuovo palazzo espositivo, di una torre alta almeno 200 metri, il doppio rispetto al Pirellone. C’è poi il sito vero e proprio con 110 ettari. La zona sarà off limits alle auto. I visitatori che vogliono raggiungere l’Expo si dovranno fermare nei parcheggi di corrispondenza e poi verranno trasportati con navette ecologiche. All’interno saranno permessi solo veicoli elettrici, navette a idrogeno o biciclette. Dunque un enorme quartiere ambientale, niente auto, petrolio o gasolio. Raffreddamento e riscaladamento saranno garantiti sfruttando il fotovoltaico, l’energia solare e altri strumenti puliti. Con un budget di 10 miliardi e 100 milioni di euro a disposizione Milano cambierà la sua faccia dopo decenni si immobilismo.