Per evitare il rischio di voto di scambio niente telefonini con macchine fotografiche nelle cabine elettorali. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Approvato dal Consiglio dei ministri un decreto legge che copre l’unico buco esistente nella disciplina dei brogli elettorali. C’é un reato di voto di scambio che si consuma attraverso la prova fornita all’esterno del voto che l’elettore ha dato e ciò fà avere un compenso. Le tecnologie hanno aggiornato le modalità attraverso le quali si fornisce la prova del voto. La modalità più sospetta nelle ultime elezioni è entrare in cabina con telefonino con macchina fotografica, scattare la foto ed esibirla in seguito. Per evitare questo rischio, hanno deciso di vietare l’ingresso in cabina con telefonino o macchina fotografica: se uno ce l’ha, lo deve depositare in un cestino apposito. E’ poi possibile con gli ordinari poteri di polizia, che quando si esce dalla cabina e si intravede che uno ha un telefonino che risulta non consegnato, possa scattare un’eventuale sanzione contravvenzionale. Per le codeste violazioni è previsto anche l’arresto da tre a sei mesi e l’ammenda da 300 a 1000 euro. Sarà il presidente del seggio, a chiedere all’elettore di depositare l’apparecchio prima di entrare in cabina per il voto.

Decreto legge molto interessante, ma il problema non si risolve: basta scattare la foto dentro la cabina e riposare, prima di uscire, il cellulare o fotocamera all’interno della propria sacchetta per non essere nè visti nè sanzionati. Decreto non convincente.