Domenica 13 e lunedì 14 aprile si terranno le elezioni politiche per la XVI legislatura della Repubblica italiana, causate dallo scioglimento delle camere del 6 febbraio.
Gli elettori potranno votare dalle ore 8 alle ore 22 per la domenica fissata per l’inizio della votazione e dalle ore 7 alle ore 15 del giorno successivo.

Negli ultimi giorni, molte critiche di alcune parti politiche, sul modello della scheda di votazione creato dal ministero degli interni, hanno animato il dibattito politico italiano.

Per questo, crediamo sia importante chiarire una volta per tutte, in modo semplice, la modalità di voto, in modo da facilitare l’espressione della propria preferenza politica nei prossimi giorni.
All’interno di tutti i seggi, verranno esposti dei manifesti con lo slogan “Un sono segno su un solo simbolo”.
Ogni elettore dovrà, quindi, indicare con una X o un semplice tratto, il simbolo per cui vota, senza scrivere nessun altra preferenza, nominativo o simbolo, cause dell’annullamento del voto.
La scheda elettorale è stata progettata secondo il sistema di coalizioni che partecipano alle elezioni, ma il proprio segno dovrà indicare un solo simbolo.
In ogni caso, non c’è da preoccuparsi per i piccoli errori di tratto. Infatti, nel caso in cui il segno sconfini nel simbolo accanto a quello indicato, il voto si intenderà riferito al simbolo su cui insiste la parte prevalente del segno stesso.


La scheda elettorale per l’elezione dei deputati sarà rosa, mentre quella per l’elezione dei senatori sarà gialla.

È anche importante dire che potranno votare per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, tutti i cittadini che hanno compiuto, rispettivamente, il diciottesimo e il venticinquesimo anni di età, entro il primo giorno della votazione.

Si voterà secondo un sistema elettorale proporzionale (quel sistema in cui i Parlamentari appartenenti ad un partito vengono eletti in proporzione ai voti ricevuti dal partito a cui appartengono) e, per quanto riguarda la Camera dei deputai, il territorio regionale verrà diviso in 26 circoscrizioni, oltre la Valle d’Aosta, che elegge un solo deputato, e la circoscrizione Estero.
Tutti i partiti che non otterranno almeno il 4% dei voti, non eleggeranno alcun deputato.
Il Senato della Repubblica verrà eletto, invece, su base regionale e ogni regione dovrà nominare almeno sette senatori, salvo la Valle d’Aosta, che ne nomina uno solo, e il Molise, che ne nomina due.
Tutti i partiti che non raggiungeranno l’8% dei voti, non eleggeranno alcun senatore.

Esiste inoltre un premio di maggioranza. Infatti per quanto riguarda le elezioni per la Camera dei deputati, il partito o i partiti apparentati che ottengono anche un solo voto in più degli altri eleggono il 55% di tutti i deputati.
Nelle elezioni per il Senato della Repubblica, invece, in ogni regione, il partito o i partiti apparentati che ottengono anche un solo voto in più degli altri eleggono il 55% dei senatori di quella regione.

Ricordo, infine, che verranno eletti seicentotrenta deputati, tra cui dodici nella circoscrizione Estero, e trecentoquindici senatori, tra cui sei nella circoscrizione Estero.