Romanzo fondamentale della letteratura italiana del ventesimo secolo, Metello è il più importante lavoro di Vasco Pratolini, che lo inserisce nella sua trilogia dal titolo Una Storia Italiana.
Di stampo neorealista, viene scritto nel ’52 e pubblicato due anni più tardi, suscitando un dibattito fra i critici del tempo.
L’intento di Pratolini è quello di delineare le caratteristiche di una classe sociale in un preciso periodo storico, quello a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, distaccandosi dalle correnti tipiche della prima metà del ‘900.
Il romanzo è, infatti, costruito in modo piuttosto lineare e la storia è presentata da un narratore esterno e onnisciente che talvolta esprime giudizi sugli avvenimenti.
Così come la storia, anche i personaggi hanno una semplice personalità, tipica del ceto proletario degli anni.
Come suggerito dal titolo, la vicenda narra la storia di Metello Salani e la sua evoluzione.
Orfano di un anarchico, decide di scappare in città, a Firenze, dove trova lavoro e comincia a integrarsi in quei movimenti sociali e politici che condurranno la storia al grande evento finale.
Metello manifesta da subito il suo animo ribelle e, da un anarchismo di partenza, aderisce al pensiero socialista, partecipando alla lotta di classe, che gli costerà un primo arresto.
Parallelamente alla sua evoluzione politica, Metello cresce anche sentimentalmente grazie alla storia con Viola, una vedova più vecchia di lui.
Nel tempo trascorso in carcere però, conosce Ersilia, la figlia di un compagno morto sul lavoro, che diverrà sua moglie.
Segue un periodo di crisi per Metello, che si allontana temporaneamente dalla moglie e dalla lotta sociale.
Il protagonista riesce comunque a tornare sulla giusta via proprio nel momento più importante, in modo da poter partecipare al lungo sciopero di Firenze, con il quale gli operai protestano contro i cosiddetti “padroni “, chiedendo un miglioramento delle condizioni di lavoro.
Lo sciopero degenera, causando l’uccisione di un operaio, evento che porterà all’accordo fra le due parti.
Metello viene comunque arrestato in quanto organizzatore dello sciopero, uscendo, infine, per riprendere la sua vita.
Come si può evincere dalla descrizione della vicenda, il romanzo ha chiaramente un’impostazione politica di sinistra, e l’intento di Pratolini è quello di rilanciare la letteratura nazional-popolare descritta da Gramsci.
Si può essere d’accordo con il punto di vista del narratore, che corrisponde con quello dell’autore, così come si possono non condividere i principi fondamentali del pensiero socialista. Il romanzo rimane in ogni caso un importante documento per comprendere la storia italiana del tempo, così come quella dei giorni nostri, profondamente influenzata dagli stessi valori, ribaditi anche, in parte, dalla Costituzione.