Corone di fiori sono state depositate in Via Mario Fani, a Roma, il luogo dove il 16 marzo del 1978, qualche minuto dopo le 9, un commando delle Brigate Rosse sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana (DC) Aldo Moro e uccise gli uomini della sua scorta. Il primo a rendere omaggio sul luogo dell’agguato di 30 anni fa è stato il presidente del Senato Franco Marini. Davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dei suoi uomini, accanto alla corona con la fascia tricolore deposta dal presidente del Senato, ci sono quelle del Partito Democratico, del capo della Polizia, del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e quelle inviate dalla regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma. Le forze dell’ordine presenziano via Fani dove nel corso della mattinata è atteso l’arrivo di personalità politiche per rendere omaggio. Presenti sul posto anche giornalisti, fotografi e troupe televisive.

HANNO DETTO:

GIANNI ALEMANNO: Questo anniversario è fondamentale per la storia d’Italia. Anni terribili, di odio ideologico che devono essere definitivamente messi alle nostre spalle. Ci deve anche servire a ricordare tutte le forze dell’ordine che ogni giorno fanno il loro dovere e rischiano la vita per difendere le istituzioni.

BERTINOTTI: Moro viene considerato, e lo è stato, un uomo del dialogo tra le forze politiche. Bisognerebbe, credo, ripensare meglio Moro come l’uomo del dialogo tra la politica e la società.

VELTRONI: Penso che le persone che hanno ucciso Aldo Moro, un essere umano che era da 55 giorni segregato e fatto uscire solamente per portarlo nel luogo dove venne assassinato nel modo più vigliacco possibile, chi ha sparato all’agente Iozzino a terra qui, dovrebbe avere il buon gusto di evitare di riempire giornali e televisione se non per raccontare, ma questo avrebbero dovuto farlo nelle aule del tribunale, una verità che ancora non è del tutto completa.

AGNESE MORO: La verità credo che debba essere ancora ricostruita per tanti aspetti e credo che ognuno dovrebbe fare il proprio dovere dando la possibilità di studiare tutte le carte disponibili e avendo anche il desiderio che chi ha compiuto questi atti di terrorismo abbia la forza e l’onestà di dire come sono andate le cose effettivamente.

In ricordo di un grande politico e 5 volte Presidente del Consiglio dei ministri italiano, anche presidente del partito della Democrazia Cristiana (DC), rapito, segregato e ucciso da quei vigliacchi brigadisti (Brigate Rosse); (Quel comunismo, presente magari in maniera non così esplicita ancora oggi, non è affatto vicino e non prende neanche un’idea reale del pensiero Marxista). Moro era considerato un mediatore capace e particolarmente abile nella gestione e nel coordinamento politico delle cosiddette correnti all’interno del suo partito. Fu un convinto assertore della necessità di un centrosinistra, da raggiungersi in forma di coalizione politica. Un grande uomo.