Dopo la vittoria alle politiche, il Pdl ottiene altre due vittorie storiche: dopo il comune di Brescia, infatti, il centrodestra, per la prima volta dal 1948 riesce a vincere le elezioni amministrative nella capitale.

Dopo il primo turno di due settimane fa, che vedeva il candidato del centrosinistra Rutelli vincente, con il 45,77% dei voti, su Alemanno che aveva ottenuto il 40,74%, al ballottaggio, conclusosi ieri pomeriggio alle 15, il candidato del centrodestra è stato eletto sindaco, ottenendo ben sette punti in più circa rispetto all’antagonista (53,66% contro il 46,34%).
Mai prima d’ora, il comune della capitale era stato presieduto da un sindaco appartenente alla vecchia destra e questo risultato, non può che infliggere un altro brutto colpo al neonato Pd, che, neanche a un anno dalla nascita, si è ritrovato all’opposizione di un governo che inaugura, forse, una nuova fase politica della storia italiana, con un panorama politico nazionale rivoluzionato.
Se da una parte, Alemanno si dichiara “sindaco di tutti i romani”, anche di quelli che non hanno votato per lui, dall’altra, Rutelli cerca di capire i motivi della sua sconfitta.
Saranno da valutare le cause del calo di affluenza di più di dieci punti rispetto al primo turno di elezioni e i motivi che hanno spinto gli elettori a votare, ed eleggere, un presidente di provincia del centrosinistra e un sindaco del centrodestra.

Gli altri comuni in ballottaggio sono stati assegnati a schieramenti di sinistra, tranne quello di Viterbo, mentre tutte le province, compresa quella di Foggia ed esclusa quella di Massa-Carrara, sono verranno amministrare da schieramenti di centrodestra.