Un terremoto di 7,8 gradi Richter ha scosso una vasta regione della Cina sud occidentale recando vittime e ingenti disastri. La furia della natura si è scatenata poco prima delle 14:30 locali (le 08:30 italiane) con epicentro nella località di Wenchuan, circa 100 chilometri a nord del capoluogo Chengdu, a una profondità di diversi chilometri. Il colpo è stato fortissimo, di 7,8 Richter secondo gli ultimi dati dell’Ufficio sismologico cinese. Il terremoto ha provocato tra le 3000 e le 5000 vittime in una sola contea della provincia di Sichuan. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Xinhua, citando fonti del governo. Una stima ufficiale, ma purtroppo ancora provvisoria, segna 8530 morti. L’agenzia aggiunge che nella contea di Beichuan si contano almeno 10 mila feriti. Tragedia a Chongqing dove sarebbero circa 900 gli studenti sepolti dalle macerie di due scuole elementari crollate a causa del violento terremoto. Al momento il bilancio delle vittime non è ancora chiaro e le autorità locali non hanno diffuso ulteriori informazioni sul crollo degli edifici. Il presidente Hu Jintao ha decretato la mobilitazione generale per fare fronte alle conseguenze del sisma, mentre il suo “numero due”, il primo ministro Wen Jiabao, è accorso sul posto.

Il sisma è stato avertito anche in Birmania, già sconvolta dal terribile passaggio del ciclone Nargir di dieci giorni fa. Intere zone del paese sono ancora inaccessibili e questo rende incerto il bilancio di vittime e dispersi. In soccorso è atterrato in Myanmar il cargo C-130 dell’Aeronautica militare statunitense, con gli aiuti destinati alla popolazione birmana. A bordo acqua potabile, coperte e zanzariere.