Toscana. Una ragazza di 16 anni, affetta da diabete mellito di tipo I (IDDM- diabete mellito insulino-dipendente), patologia che generalmente colpisce soggetti in età infantile e adolescenziale (nota per questo anche come diabete giovanile) e che necessita di una costante assunzione da parte dei pazienti di insulina, finisce in coma irreversibile, dopo avere sospeso il trattamento farmacologico che le era stato prescritto dai medici dell’ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze. La giovane aveva deciso, insieme ai genitori, di rivolgersi ad una presunta curatrice omeopatica (del tutto priva di conoscenze mediche adeguate), che l’aveva indotta all’interruzione istantanea del doveroso farmaco antidiabetico, in favore di una cura alternativa che prevedeva l’assunzione di un’ingente quantità di vitamine. In meno di due settimane la ragazza viene ricoverata d’urgenza al Meyer, dove giunge ormai in uno stato di coma profondo. Inutili i tentativi dei medici. Il decesso è imminente.

L’omeopatia (dall’origine greca ὅμοιος- πάθος , letteralmente simile alla sofferenza) è un metodo terapeutico creato dal medico tedesco Samuel Hahnemann, alla fine del XVIII secolo. Oggi è considerata come una vera e propria medicina alternativa, i cui rimedi utilizzati presentano una composizione prevalentemente a base naturale, adatta a qualsiasi tipo di patologia, e si propongono efficaci quanto i farmaci tradizionali, ma con effetti meno invasivi per l’organismo. Le tecniche omeopatiche non sono state ancora certificate valide nel settore medico, sebbene dagli anni ‘90 ad oggi la pratica di tale terapia abbia assistito ad una diffusione sempre maggiore. Molta gente, alla ricerca di una speranza di guarigione, che attualmente la medicina tradizionale non è sempre in grado di garantire, fa affidamento alla sperimentazione di nuove pratiche, che per alcuni si presentano risolutive, per altri inefficaci, spesso dannose, talvolta anche letali. E’ tuttavia consigliabile cercare di rivolgersi a degli specialisti altamente qualificati, al fine di evitare spiacevoli conseguenze derivanti dalla scarsa o cattiva conoscenza del settore.