Sono spenti, eppure mangiano energia. Ci sono almeno 2, se non addirittura 3, centrali elettriche italiane che producono energia per alimentare elettrodomestici spenti, ma con la spina attaccata, oppure in stand-by. Le famiglie pensano di risparmiare invece spendono almeno un centinaio di euro all’anno senza accorgersene per apparecchi elettrici che vengono utilizzati senza badare all’effettivo risparmio. E si, perchè lasciare la lucina (rossa) accesa dello stand-by comunque costa perchè l’apparecchio consuma. Ma i trasformatori assorbono energia elettrica anche quando l’apparecchio è del tutto spento, ma la spina rimane inserita nella presa. Vediamo un pò di esempi tratti da una indagine, che possono far riflettere su come migliorare l’uso degli apparecchi elettrici e risparmiare con un uso consapevole. Il preriscaldamento di una macchina da caffè costa 5 euro all’anno. Ma gli elettrodomestici che sembrano costare di più in stand-by sono la radiosveglia e il pc (in posizione off, solo alimentato) che costano entrambi circa 9 euro l’anno. In stand-by il pc diffuso ormai nel 51% delle famiglie, può costare anche 10 euro.

TELEFONI: Per la ricarica di un cellulare si spende 1 euro ogni mille ore, ma attenti a non lasciare la spina del caricabatteria inserita nella presa, perchè continua ad assorbire energia. Lo stand-by di un telefono cordless costa almeno 2 euro l’anno. Un telefono cellulare in ricarica succhia 5 watt all’ora, cioè ci costa circa un euro ogni 1.000 ore. Se un telefonino venisse ricaricato mediamente 5 ore al giorno, ovvero 1825 ore l’anno, considerando che in Italia sono attivi oltre 80 milioni di apparecchi, si potrebbe vedere come per ricaricare i cellulari si spendano nel nostro Paese in un anno 146 milioni di euro in energia elettrica.

VIDEO: Attenti ai riproduttori video. I vecchi videoregistratori VHS in funzione stand-by, sono si pronti all’uso, ma costano anche 5 euro all’anno di consumo inerte. Il costo del decoder digitale si aggira sullo stesso livello quando è acceso ma non funziona. I dvd recorder in stand-by può costare anche 15 euro all’anno.

TV: I televisori assorbono una discreta quantità di energia. Il costo della posizione stand-by è stata calcolata in almeno 3 euro l’anno.

PC (PERSONAL COMPUTER): Per produrre l’energia assorbita dagli oltre 30 milioni di personal computer installati presso le famiglie italiane (ce ne sono molti di più nelle aziende), occorre una centrale elettrica da 120 milioni di watt e il costo per mantenere a macchina spenta la spina inserita si aggira sui 270 milioni di euro. Per ricaricare i telefonini (indicati sopra) la spesa si aggira sui 150 milioni.

La radiosveglia in stand-by consuma 6 watt all’ora, pari a circa 9 euro all’anno. Il cordless in ricarica pure: 4 watt all’ora e 6 euro di spesa annua. La macchina da caffè, che per funzionare rimane ogni giorno almeno un’ora in preriscaldamento, ci costa 100 watt all’ora: 5 euro all’anno. Quando è in funzione invece consuma 1.000 watt all’ora: 1 euro ogni mille caffè. Il videoregistratore in stand-by si alimenta a 3 watt all’ora, pari 5 euro l’anno in bolletta. Il phon (1.200 watt) ci costa un euro ogni 5 ore di uso, come il forno a microonde (1.250 watt). La scopa elettrica (400 watt) un euro ogni 15 ore di funzionamento, il piccolo robot da cucina (200 watt) uno ogni 30 ore. Ma quello che spesso non sappiamo è che gli elettrodomestici non utilizzano energia solo quando li usiamo: consumano anche da spenti, basta che la spina sia inserita. Un dispendio silenzioso e invisibile che va a incidere sulla bolletta alla fine dell’anno.
Per risparmiare si può scegliere di installare prese elettriche a distacco totale con interruttore, le cosiddette “ciabatte“, oppure rilevatori di tensione automatica (easy living). Infine, al momento dell’acquisto, ci si può orientare verso prodotti a contenuto consumo energetico.

E certo che a noi italiani hanno anche il coraggio di aumentarci le tasse su luce e gas. C’è una male disinformazione impressionante di tutto in italia, dall’economia alle leggi, dallo sport alla cultura ecc. Peccato che a pagare è sempre il povero cittadino che va dalle 8 di mattina fino alle 6 di pomeriggio a lavore e sudare per raggiungere alla fine del mese un misero stipendio. Ma pultroppo questa è l’Italia. Non continuo con le accuse e a proposito di tale indagine dico che alle volte molti di noi sono poco informati su questi piccoli errori che ci fanno consumare parecchi euro, è ora anche di fare più attenzione a spegnere un pc o a cacciare una presa (tipo quella dello sterio che sta giorni e giorni con quella lucina rossa aperta, senza essere utilizzato). Ottima indagine per farci ragionare e indirizzarci nel giusto per cercare di risparmiare il massimo possibile sulle nostre già pesanti bollette della luce. Utile scoperta.