L’attesa era tanta e le aspettative sono state di gran lunga confermate.
Erano decenni che il cinema italiano non si trovava su un gradino così alto come quello di Cannes.
Dal 14 al 25 maggio, infatti, sono state presentati i nuovi lavori di alcuni fra i più importanti registi e attori mondiali e, fra di loro, spiccano i nomi italiani di Matteo Garrone e Paolo Sorrentino.
I due registi sono stati premiati e acclamati dal pubblico francese e dalla giuria presidiata da Sean Penn e hanno trionfato grazie ai loro film, nel Grand Prix Speciale della Giuria e nel Premio della Giuria.
Altro grande trionfatore è Toni Servillo, protagonista di entrambi i film italiani, nei quali ha interpretato Franco, un imprenditore campano impegnato nel settore dello smaltimento dei rifiuti tossici, per quanto riguarda il film Gomorra, tratto dal best seller di Roberto Saviano, e Giulio Andreotti, nel film biografico Il Divo.
Il successo italiano è stato affiancato da quello sudamericano. I paesi latini, infatti, si sono aggiudicati i premi di miglior interpretazione maschile e femminile, grazie ai film Linha de Passe e Che, film biografico sulla figura di Ernesto Che Guevara. Gli attori protagonisti sono Sandra Corveloni e Benicio Del Toro.
Riconoscimenti anche alla Francia, che da ben ventuno anni non riceveva la Palma d’oro, massimo premio del festival.
Il film vincitore è Entre les Murs, tratto dal libro autobiografico di Francois Begaudeau, che racconta la difficile esperienza di un insegnante alle prese con una classe di liceo.
La serata delle premiazioni ha avuto come protagonista anche il presidente di giuria Sean Penn che, nel suo discorso, ha parlato della volontà dei giurati di premiare dei film che non fossero premiati altrove, in modo da andare a ricercare il vero talento cinematografico, non condizionato dalle convenzioni e dal mercato.