Le sigarette mandano in fumo l’effetto riposante del sonno, risucchiando il sonno profondo, ovvero proprio la fase più ristoratrice delle nostre dormite. Lo dimostra uno studio, il primo a fornire una spiegazione solida del perché i fumatori accusano spesso disturbi del sonno e lamentano stanchezza anche dopo molte ore di riposo. Lo studio si è basato sull’analisi dell’attività elettrica del cervello di fumatori e non fumatori durante il riposo notturno. Dormire significa per il nostro cervello attraversare diverse fasi di attività, oltre a quella forse più nota, la fasse REM durante la quale sogniamo, ce n’é una non meno importante chiamata sonno profondo: è il momento in cui il nostro cervello recupera le forze per prepararsi alle fatiche del giorno che verrà. Se questa fase è ridotta o disturbata, potremmo dormire anche per dieci ore ma al mattino ci sentiremmo stanchi ugualmente. La nicotina è noto essere un composto con azione stimolante, per cui già da tempo se ne ipotizzavano effetti disturbatori sul sonno. Gli esperti sono risaliti però alla radice di questi effetti. Hanno osservato l’attività elettrica del cervello di un gruppo di fumatori e non fumatori mentre dormivano. Ed hanno visto che i fumatori hanno una fase di sonno profondo più corta, inoltre le prime fasi del sonno, ovvero quelle che intervengono subito dopo esserci addormentati, sono letteralmente messe sotto sopra dal fumo, appaiono infatti scombussolate nel cervello dei fumatori.

Questi risultati sono importanti e spiegano finalmente perché i fumatori lamentano spesso di non trovare ristoro nel sonno, inoltre conoscere gli effetti della nicotina sul riposo é altresì un aspetto dirimente per trovare rimedi per smettere di fumare.

Utilissima scoperta, per poter capire una patologia molto complessa e per cercare anche di far smettere di fumare, consigliando sopratutto di non fumare entro le 2 ore prima di andare a letto. Sagace e adeguata spinta avanti nel risolvere un problema.