Romanzo di A. Moravia (1960). Il protagonista del libro è un giovane di circa 35 anni, di famiglia ricca, dominato dalla noia. Non ha amicizie, vive senza passioni né ideali. La relazione con Cecilia non riuscirà a intaccare il suo stato cronico. La noia, secondo Moravia, è la mancanza di rapporti con le cose, l’impossibilità di avere legami con la realtà se non attraverso il denaro e il possesso. Dino sogna qualche paradiso sconosciuto in cui il rapporto con le cose possa essere autentico. Il tema del libro è di lontana ascendenza esistenzialista.
La noia di Moravia del 1960, romanzo moderno del pieno Novecento, (uno tra i migliori scritti precedentemente alla crisi della letteratura avvenuta in quel periodo), fornisce un “buon e un bel finale”: laddove i protagonisti, alla resa della loro parabola esistenziale, raggiungono una stato di serena contemplazione della realtà e di obiettività verso la vita.
Nei suoi libri si notano due aspetti principali: l’analisi acuta degli aspetti più intimi e morbosi dell’uomo e l’importanza dell’intreccio Anche Moravia, come gli altri autori del Novecento sembra esprimere un certo ottimismo superficiale del neorealismo, superficiale perchè in fondo c’era sempre un concetto pessimista della vita (decadentismo), ma più tardi Moravia si allontana dal neorealismo con il romanzo “La Noia” come si vede dal titolo stesso e anche con vari saggi in cui parla dell’importanza della psicanalisi (Freud) perchè ci aiuta ad analizzare l’intimo dell’uomo, del Marxismo, necessario per capire i rapporti sociali. che egli chiamò imbroglio. Moravia, come autore novecentesco, cerca un paese innocente, puro, un bisogno di verità. Ma purtroppo la vita non è così; infatti, nei suoi romanzi la vita è come la dura realtà, piena di falsità, di sesso e di denaro. L’umanità, per Moravia, non è capace di veri rapporti sociali (noia) tranne quelli sessuali e la prostituta rappresenta un esempio di umanità alienata e sola e tutti gli uomini per Moravia sono come la prostituta, schiavi di falsi valori. Neanche il rapporto sessuale è sincero, perchè si rimane soli, sempre per il bisogno di possesso e di avidità, caratteristica dell’uomo moderno. Moravia quindi vede l’umanità in modo pessimista, perchè per lui il vero fine dell’uomo dovrebbe essere l’uomo stesso e non i falsi valori, come il denaro. Oggi nella società consumistica l’uomo è usato come mezzo e il merito di Moravia moralista è proprio quello di averci fatto vedere in modo reale la tragedia dell’uomo moderno, vittima della sua stessa alienazione e l’unica soluzione è la rinuncia all’idea di possesso. Da qui nasce il suo realismo narrativo, quando ci parla dei vari tipi di uomini.
Moravia nei suoi libri affronta temi che vanno contro il mondo spietato dei suoi tempi, anni che erano in opposizione alla pomposità del fascismo, a volte i suoi romanzi sembrarono antifascisti, dal momento che lo scrittore parlava di un mondo in crisi. In Moravia c’è pure il contrasto fra i buoni e cattivi, fra puri e corrotti, secondo l’autore, buoni e cattivi, ricchi e poveri soffrono tutti e sono senza speranza, sempre smaniosi e agitati, dato che rappresentano la crisi della coscienza moderna, alienata dagli ideali falsi del sesso e del denaro. Questa “noia”, come in altre sue opere rappresenta un senso di fallimento e di apatia rispecchiato nel personaggio e nella sua vita interiore ed esteriore.