Defender dell’esercito e tute mimetiche hanno fatto la loro comparsa, sin dalle prime ore di ogni mattina, davanti ad ambasciate e centri per immigrati e stazioni. Da piazza Duomo a Milano, dove artiglieri vigilano gli ingressi con polizia e carabinieri, a piazza San Giovanni in Laterano, a Roma, dove è presente una camionetta di parà della Folgore, fino al Cpa di Lampedusa, dove gli avieri stanno sostituendo i carabinieri nella vigilanza esterna. A Torino servizi di pattugliamento nel pomeriggio al Parco Stura, meglio noto come Tossic Park per l’intensa attività di spaccio, mentre è già attiva con 76 alpini la vigilanza nel Centro identificazione ed espulsione. Attività che a Lampedusa é curata dagli avieri chiamati a controllo degli spazi esterni del centro di primo soccorso e accoglienza dell’isola. Prime identificazioni da parte delle pattuglie di persone trovate a bivaccare nella zona della stazione. A Palermo pattuglie con i bersaglieri impiegate fra le strette vie del centro storico, a Napoli pattuglie anche al Vomero e al molo Beverello, affollato in questi giorni da persone in attesa di imbarcarsi per le isole del Golfo. maggior parte dei primi commenti raccolti tra i passanti:

A Milano Mohamed, muratore marocchino 30enne, dice: “chi lavora non ha nulla da temere. Se c’é ordine c’é meno razzismo”. E in una delle stazioni periferiche della metropolitana romana, Rosa, giovane commessa pendolare, addirittura applaude e dice “era ora!”. Nel capoluogo lombardo molti sì fra negozianti e chi abita in zone dove più volte la gente è scesa in strada per chiedere più sicurezza, mentre nella capitale un portiere del quartiere residenziale Parioli, guarda la camionetta di militari che ha sostituito quella della guardia di finanza davanti alla vicina sede diplomatica e commenta: “ci sentivamo sicuri pure prima”. Da un anziano turista inglese a spasso per Roma il commento più duro: “sembra un teatro di guerra, mi ricorda tempi tristi e lontani”.

L’avanguardia dei tremila militari che nei prossimi giorni si schiererà nelle città italiane per “aumentare, come ha ripetuto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, la percezione di sicurezza”, ha preso possesso di presidi fissi, obiettivi sensibili e zone da pattugliare. Schieramento accolto quasi ovunque dal consenso dei cittadini.

I cittadini troveranno per le strade 3mila militari addetti alla repressione della criminalità. Entrano in vigore le “misure urgenti in materia di sicurezza pubblica” con la firma apposta al decreto. A sottoscrivere il provvedimento il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e quello della Difesa, Ignazio La Russa. La misura sarà attiva per sei mesi e potrà essere prorogata per altri sei, coinvolgendo anche altre città. I militari provengono dai corpi dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri.

Duemila uomini saranno destinati allo svolgimento di servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili. Di questi mille saranno addetti alla vigilanza esterna ai centri per immigrati a disposizione dei Prefetti di sedici province: Agrigento, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanisetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Roma, Siracusa, Torino e Trapani. Le altre mille unità vigileranno sui 72 obiettivi sensibili individuati nelle città di Milano, Roma e Napoli. Nella capitale sono stati focalizzati 51 siti, mentre nel capoluogo lombardo 20 e uno a Napoli.

I restanti mille uomini delle Forze Armate saranno destinati a compiti di perlustrazione e pattuglia a disposizione dei Prefetti di nove città: Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona. I militari, pronti grazie ad uno specifico addestramento, avranno funzioni e orari non coincidenti con quelli delle forze dell’Ordine: vigileranno le zone ad alta sensibilità soprattutto di notte. Ad ogni due unità delle forze Armate saranno affiancati uno o due uomini delle forze di polizia. I militari in pattuglia non indosseranno la tuta mimetica, ma una divisa d’ordinanza e anzichè il mitra saranno dotati di un’arma corta.

Grazie a questa misura si libereranno 2mila uomini delle forze di polizia che potranno concentrarsi in altre aree. In Sicilia, ad esempio, gli agenti prima occupati nel controllo degli ex cpt ora potranno occuparsi nella lotta alla mafia rurale nelle campagne. In totale 888 uomini saranno impegnati nella Capitale e nello specifico 195 unità per il pattugliamento. Per la stessa attività Milano avrà 170 uomini e 150 Napoli.

“Tremila uomini sembrano pochi, ma è una numero che dev’essere proporzionato ad un esercito professionale e non di leva”, ha evidenziato il ministro La Russa alla firma del decreto e facendo riferimento alle polemiche di questi giorni ha detto: “E’ ridicolo parlare di militarizzazione delle città. Già durante la missione dei ‘Vespri siciliani’ i militari erano impegnati in pattugliamenti”.

“Questa non è un’operazione di facciata, ha aggiunto il ministro Maroni, precisando la stretta collaborazione tra i due ministeri e aggiungendo in riferimento ai tagli dei fondi per le forze dell’Ordine, non ci sono state sottrazioni consistenti. Inoltre, con i proventi dei beni sottratti alla mafia, che tra poco tempo raggiungeranno 1 miliardo e mezzo di euro, finanzieremo la sicurezza del 2009”.

Ottima iniziativa del governo per fermare (in particolare) scippi e violenze sulle donne, non se ne poteva più, stare in giro per la città con la paura di essere violentate o scippate. Era anche l’ora di raggiungere a tale provvedimento, con tanto di attuazione per la sicurezza delle nostre città. Concretezza e efficienza.