Dopo numerosi appelli alla Russia, finalmente sembra che, l’evoluzione del conflitto armato georgiano, cominci a indirizzarsi verso una soluzione pacifica.
Meglio non cantare vittoria, però. Giorni fa, infatti, nonostante un altro annuncio del Cremlino aveva dettato ordine di ritirare le truppe russe occupanti territorio straniero, fonti georgiane avevano diffuso la notizia che i carri armati erano ancora alle porte della capitale, Tibilisi.
Questa mattina, invece, sembra che un nuovo accordo sia stato raggiunto in seguito ad una telefonata fra il leader russo Medvedev e quello francese Sarkozy, ora presidente di turno dell’Unione Europea.
Oltre a quello francese, inoltre, la maggior parte dei leader europei e non, hanno fatto sentire la loro voce, appoggiando lo stato georgiano, riconoscendone l’integrità territoriale. Il cancelliere tedesco Angela Merkel si è recata a Tibilisie anche il governo statunitense ha dato il suo aiuto, cercando di trovare una soluzione al conflitto.
Sembra, quindi, che ora Medvedev si sa deciso a ritirare le sue truppe, considerata anche la “minaccia” di Sarkozy, che ha voluto sottolineare come i rapporti diplomatici fra Russia e Unione Europea potrebbero subire gravi conseguenze, qualora il presidente Russo decidesse di non rispettare un’esecuzione rapida e completa dell’accordo di pace.
È bene ricordare, però, che questo ritiro non sarà totale, ma vedrà le forze armate russe rientrare entro i confini dell’Ossezia del sud e della fascia di sicurezza stabilita già dal 1999.
Il ritiro, ha riferito Medvedev, dovrebbe cominciare nella giornata di domani, intorno alle 12:00.