Non era neanche l’alba, il 10 settembre, a Ginevra, presso la sede del Cern, mentre stava per incominciare l’esperimento più importante per l’umanità.
Poche ore per azionare l’Lhc (Large Hadron Collider), un acceleratore di particelle per collisioni tra protoni e ioni pesanti. È stato, infatti, solamente azionato, mentre nelle prossime settimane, verrà utilizzato per ricreare ciò che ha dato origine a “tutto”, ciò che oggi definiamo universo.
Grazie all’Lhc, e ad altri strumenti, il primo passo dell’esperimento è stato quello di accelerare il moto, in modo graduale, dei protoni che costituiscono il nucleo di migliaia di atomi di idrogeno gassoso.
Con il passaggio, di struttura in struttura, di questi protoni, la loro velocità si è sempre di più avvicinata a quella della luce, fino al loro ingresso nell’Lhc, dove il moto è diventato circolare
Tutto l’esperimento è durato poche ore e proprio per questo può essere considerato uno dei più grandi successi scientifici dell’umanità.
Tutto ciò non solo per la conoscenza, così come ha detto Margherita Hack: «Osservando le stelle abbiamo guardato indietro nel tempo, fino a osservare l’Universo quando era giovanissimo, 13 miliardi di anni fa. Ma ora con l’Lhc si cercherà di riprodurre le stesse condizioni di temperatura per vedere le particelle che si erano formate all’origine dell’Universo».
I ricercatori del Cern, nei prossimi mesi e anni, cercheranno di fotografare il cosiddetto bosone di Higgs, quella particella elementare, l’unica a non essere stata ancora osservata fra quelle del modello standard, che si pensa sia la portatrice di forza nel campo di Higgs, che si ritiene dia massa a tutte le particelle.
Infine, sono state anche zittite tutte quelle voci che diffidavano sulla sicurezza dell’esperimento. Si pensava potesse causare la scomparsa della terra nel giro di pochi anni, successivamente alla creazione di numerosi buchi neri. Tutto ciò non è accaduto, e tutti i ricercatori che hanno partecipato al progetto (c’era chi attendeva da vent’anni) potranno dire, fra qualche anno, «Io c’ero! ».