È morto un altro genio, uno di quelli che hanno fortemente contribuito all’evoluzione della musica, riuscendo a condurre un preciso genere verso le più improbabili ed estreme sonorità.
È morto Richard Wright, all’età di sessantacinque anni, dopo una lotta contro un tumore.
Tastierista, voce, compositore e membro fondatore dei Pink Floyd, la sua presenza nel gruppo è stata fondamentale per la creazione di pietre miliari della musica rock. Le sue melodie dominano album con The Dark Side Of The Moon o Wish You Were Here.
Nato a Londra, in una famiglia benestante, da adolescente abbandona, dopo due sole settimane, le lezioni di pianoforte al London College Of Music, dimostrando da subito le sue tendenze musicali, più indirizzate verso quella nuova musica che incominciava ad affermarsi nella seconda metà degli anni ’60.
Trasferitosi al politecnico di Regent Street, incontra Roger Waters e Nick Mason, gli altri due fondatori dei Pink Floyd, con i quali abbandonerà presto gli studi, per dedicarsi a tempo pieno alla sua più grande passione.
Il ruolo di Wright, nei primi anni della vita del gruppo, è in secondo piano rispetto a quello di una altro membro aggiuntosi, Syd Barret ma, successivamente all’uscita di quest’ultimo, il tastierista diviene il principale compositore melodico, indirizzando, lo stile del gruppo, verso sonorità più dolci e progressive rispetto alla musica avanguardistica dei primi album.
La voce, inoltre, molto simile a quella di David Gilmour, gli consente di partecipare alle incisioni vocali, creando così particolari effetti.
I conflitti creatisi all’interno della band, durante le incisioni di The Wall, sfociarono nell’allontanamento di Wright, che non partecipò alla creazione di The Final Cut, ma tornò in formazione per A Momentary Lapse Of Reason. Collaborò anche per The Division Bell e, negli ultimi anni accompagno Gilmour in ogni suo tour solista.
Si parlava di una possibile reunion dei leggendari Pink Floyd, ma questa notizia distrugge tutte le speranze dei fans.
Finisce così la storia di un musicista, e di un uomo, a cui mai è stato riconosciuto tutto il merito in maniera adeguata, sperando che venga ricordato come genio indiscusso della musica.