Con il gran premio del Giappone arriva un’ulteriore conferma di come, il campionato di formula uno in corso, sia indubbiamente il più avvincente degli ultimi anni. Ancora indeciso a due gare dal termine, tiene col fiato sospeso piloti e dirigenti delle eterne rivali, Ferrari e McLaren. Un mondiale ancora così tanto avvincente da tenere in lizza per la vittoria (si fa per dire ovviamente) il polacco della Bmw Kubica.
Peccato però che gli autori di questa suspense non siano tanto i piloti quanto i giudici della FIA.
Ancora una volta, infatti, sembra che, il destino del campionato di automobilismo più importante al mondo, sarà fortemente influenzato da errori e penalizzazioni più che da sorpassi.
A testimonianza di tutto ciò, la gara di ieri. Alla vigilia, sembrava che la gara in estremo oriente sarebbe stata dominata o co-dominata da uno dei due concorrenti al titolo di campione del mondo, alla conclusione, ancora non si conosceva la posizione d’arrivo di Massa.

Passando alla cronaca della gara, al via, i tre di testa, Hamilton, Raikkonen e Kovalainen, non riescono a mantenere una traiettoria ottimale, a causa della bagarre instauratasi fra loro. Questo costa caro ai tre di testa, che perdono diverse posizioni a favore di Kubica e, subito dopo, di Alonso.
Hamilton si ritrova alle spalle del rivale Massa e, nel tentativo di sorpasso, entra in collisione col brasiliano, che lo manda in testacoda, costringendolo ad accodarsi al gruppo.
Arrivano quindi le sanzioni dei giudici. Una a testa per i concorrenti al titolo. Ad Hamilton, per aver ostacolato il sorpasso di Raikkonen al via, a Massa per essere entrato in collisione con Hamilton poco prima.
I due sono costretti ad eseguire un drive-throught e, nel frattempo, Alonso guadagna la prima posizione e si appresta ad amministrare la gara fino alla conclusione.
D’ora in poi, la speranza di Massa di guadagnare qualche punto sul rivale, lo porta a volare sulla sua Ferrari, riuscendo a conquistare l’ottavo posto, tradotto in un punto in classifica mondiale.
Alla fine della gara, però, ecco la sorpresa per la scuderia di Maranello: Bourdais, della Toro Rosso, viene penalizzato per aver ostacolato la rincorsa di Massa. Al rientro in pista dopo una sosta, infatti, il francese tocca il ferrarista, causando un testacoda.
Un altra sorpresa della gara, infine, è stata sicuramente la riconferma di un pilota come Alonso e del suo team, sicuramente in crescita, considerato il quarto posto del secondo pilota Piquet.

Massa guadagna così due punti su Hamilton, portandosi a cinque lunghezze dalla prima posizione in classifica generale: Hamilton (84 punti), Massa (79), Kubica (72), Raikkonen (63), Heidfeld (56), Kovalainen (51), Alonso (48).
Grazie al fallimentare gran premio della McLaren, inoltre, la Ferrari riconquista la prima posizione in classifica costruttori: Ferrari (142 punti), McLaren (135), Bmw (128), Renault (66).

Di seguito l’ordine d’arrivo del gran premio del Giappone:

1 Fernando Alonso 1:30:21.892
2 Robert Kubica +5.2 secs
3 Kimi Räikkönen +6.4 secs
4 Nelsinho Piquet +20.5 secs
5 Jarno Trulli +23.7 secs
6 Sebastian Vettel +39.2 secs
7 Felipe Massa +46.1 secs
8 Mark Webber +50.8 secs
9 Nick Heidfeld +54.1 secs
10 Sebastien Bourdais +59.0 secs
11 Nico Rosberg +62.0 secs
12 Lewis Hamilton +78.9 secs
13 Rubens Barrichello +1 Lap
14 Jenson Button +1 Lap
15 Kazuki Nakajima +1 Lap