Naso colante e starnuti a raffica: sono i classici sintomi del raffreddore che i medicinali attualmente utilizzati tendono ad alleviare senza, però, riuscire a colpire la causa alla base del malessere. Ma ora un nuovo studio della University of Calgary, in Canada, apre la strada alla speranza di poter mettere a punto trattamenti finalmente ‘definitivi’ contro il male della stagione invernale: lo studio ha infatti identificato i meccanismi-causa della patologia e l’obiettivo sarà ora proprio quello di predisporre trattamenti che debellino le cause e non più solo i sintomi della patologia. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘American Journal of respiratory and critical care medicine’, fa dunque luce sui meccanismi tramite i quali il comune virus del raffreddore, il rhinovirus, determina i classici sintomi del naso che cola e degli starnuti. Il punto, spiegano i ricercatori, è che i caratteristici effetti del comune raffreddore non sono causati direttamente dal virus, bensì dalla sua abilità a ‘mettere in moto’ le difese da parte dell’organismo: l’organismo, cioé, per difendersi dal virus ‘accende’ le sue difese immunitarie, ma lo fa mettendo in atto una reazione eccessiva che causa, appunto, i sintomi del malessere. In altri termini, sarebbe la reazione dell’organismo al virus del raffreddore a scatenare i sintomi. Fatta luce sulla causa, affermano gli esperti, sarà ora più facile mettere a punto dei rimedi ad hoc, e soprattutto definitivi, contro il ‘male d’invernò che afflige, ogni anno, milioni di persone nel mondo.
La ‘super reazione’ dell’organismo contro il rhinovirus, hanno infatti dimostrato i ricercatori, porta anche alla produzione nell’organismo di una particolare proteina, denominata viperina, già nota per i suoi effetti contro l’influenza. Il passo successivo sarà, quindi, concludono gli esperti, quello di lavorare e manipolare la viperina con l’obiettivo di sperimentare nuove vie per il trattamento del raffreddore.

Il raffreddore comune, o più semplicemente raffreddore, è una rinofaringite acuta virale causata per la maggioranza dei casi dagli antigeni del Picornaviridae virus. È un’affezione infettiva, generalmente non grave, delle prime vie respiratorie e in particolare del naso e della gola. I sintomi del raffreddore comune comprendono starnuti, produzione abbondante di muco, congestione nasale; catarro e mal di gola; tosse; mal di testa; sensazione di stanchezza. Si tratta della malattia umana più comune; infetta gli adulti in media 2-4 volte l’anno e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l’anno. In talune popolazioni, non è raro incontrare tassi di infezione superiore a 3 all’anno per persona. Bambini e genitori, oltre al personale scolastico, presentano un rischio di infezione più elevato, forse a causa della elevata densità di popolazione delle scuole e della facilità di trasmissione tra membri della stessa famiglia. Il raffreddore comune è distinto dall’influenza, che è un’infezione virale più seria del tratto respiratorio, caratterizzata dall’insorgenza di ulteriori sintomi quali un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari. Per quanto il raffreddore comune in sé non sia generalmente rischioso per la vita del paziente, le sue complicazioni (quali la polmonite) possono esserlo.

TRASMISSIONE:

Il virus del rafreddore comune entra nell’organismo prevalentemente attraverso naso, bocca e occhi, ed attecchisce rapidamente nelle cavita’ faringee e nasali; viene propagato tra gli umani nei seguenti modi:

  • Aerosol. La propagazione tramite aerosol avviene per dissipazione ambientale di microgocce infette in sospensione nell’aria che permangono facilmente per ore in ambienti ristretti e/o non ventilati; L’aerosol viene emesso solitamente dagli individui contagiati ad esempio con uno starnuto o colpo di tosse, ed inspirato, anche dopo ore, da altri soggetti nello stesso ambiente chiuso.
  • Secrezioni fisiologiche. Mucose fisiologiche infette, tra le quali le nasali, salivari e lacrimali, possono facilmente propagare il raffreddore per contatto. Questo comprende il contatto interpersonale di fluidi corporali ma anche il contatto con superfici sulle quali e’ deposta la secrezione principalmente attraverso un passaggio sulle mani dei soggetti.