Boom di pignoramenti e quasi due milioni di italiani a rischio insolvenza. Questa la realtà italiana dei mutui condotta dall’Adusbef su 24 tribunali. L’indagine mostra, infatti, un aumento del 22,3% nel 2008 di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari rispetto allo scorso anno.

Secondo le stime, le procedure immobiliari o i pignoramenti sarebbero pari al 2,7 % del totale dei mutui, quindi a circa 130.000 su 3,5 milioni del totale che porta il Paese ad avvicinarsi pericolosamente agli Usa, con aumenti stimati nel 2008 rispetto al 2007. Gli aumenti vanno da un minimo di +16% a Bologna e Cagliari, fino al +39% di Bari. Dal monitoraggio risultano anche aumenti di pignoramenti pari a un +21% a Milano, +22 a Roma e Padova, +28% a Monza e Pinerolo, +24 a Como e Perugia, +25% a Napoli, con una media nazionale del 22,3%. L’associazione dei consumatori punta il dito contro “l’insostenibile” peso delle rate dei mutui. E i numeri parlano chiaro. Secondo l’Adusbef, su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, “ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto, dai cattivi ed interessati consigli delle banche, a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati”. Un calvario, ricordano i consumatori, iniziato per milioni di famiglie dalla prima stretta monetaria Banca centrale europea del dicembre 2005, che aumentò i tassi dal 2% al 2,25% e le rate di 130 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro. “Tale situazione di insolvenza – spiega l’Adusbef – è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri di allungamento della vita residua o delle provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli”.
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