Lo afferma un decreto legge del 2003: i maggiorenni possono chiedere che i voti scolastici non siano comunicati dagli insegnanti ai genitori. Ma la questione è delicata.

Privacy sui voti scolastici per i maggiorenni:
Negare la possibilità ai genitori di conoscere il rendimento scolastico è possibile per tutti coloro che hanno compiuto 18 anni gIà dal 2003, ma pochi istituti lo attuano e pochi ragazzi chiedono questa soluzione. Ci ha pensato il liceo scientifico Einstein di Milano a far tornare di attualità il dibattito sul tema “protezione dei dati personali a scuola” quando ha invitato tutti gli studenti maggiorenni a prendere una decisione riguardo alla tutela dei propri dati personali. Trattasi di informazioni didattico-disciplinari, cioè voti in pagella, ritardi, sanzioni eventualmente applicate allo studente o alla studentessa come sospensioni e punizioni varie, che gli studenti devono decidere se “proteggere” dagli occhi e dalle orecchie dei genitori.

Una decisione difficile:
Vi immaginate? Non dovere più rendere conto a nessuno di quello che facciamo e degli errori che commettiamo.. sarebbe bello, oltre che necessario, visto che a 18 anni facciamo il nostro ingresso ufficiale nel mondo degli adulti. Possiamo arrivare tardi quando vogliamo e firmarci le giustificazioni, prendere un 4 in mate evitando la ramanzina di mamma e le discussioni con papà dopo il colloquio con i professori (che non avrebbe più luogo).

Oppure la si può vedere in un altro modo: chiedere la privacy sui propri dati significa in qualche modo dire “faccio da sola” e da sole sopportare le difficoltà di un rendimento scolastico che non funziona, negare il dialogo con le persone che finanziano i nostri studi e che ci accompagnano nella vita, fare a meno di uno sprone per fare bene il nostro lavoro di studentesse. Insomma: prima di richiedere trionfalmente la privacy sui nostri dati scolastici, riflettiamo sul motivo per cui lo facciamo e sulle responsabilità connesse. Essere adulti è proprio questo!