negozio-dischiOgni anno, le più importanti riviste di tutto il mondo ci tartassano con le loro classiffiche. Quelle di Rolling Stone e di NME sono le più attese, senza contare poi tutte quelle stilate sui vari website e blog indipendenti.
Non si riesce, però, a stabilire quale sia davvero l’album migliore dell’anno, a sceglierne uno e uno solo. E ciò dimostra che tutto è relativo e che non si potrà mai creare una classifica oggettiva, senza essere condizionati dai propri gusti o, nel caso delle riviste, da pressioni commerciali da parte delle case discografiche.
Con questo articolo, quindi, non intendo proporre l’ennesima classifica, l’ennesima lista personale di dischi (che già traspare facilmente dai vecchi articoli scritti). Preferirei piuttosto sondare, fra le varie “hit parade”, quali album compaiono più volte, da un punto di vista esclusicamente statistico.
In questo modo, i vincitori del 2008 sono facilmente rilevabili e si dividono, come sempre, in due categorie. Da una parte i grandi nomi o, ancora meglio, i grandi “ritorni”, dall’altra, dei veri e propri capolavori, spesso pubblicati da case discografiche indipendenti.

Ma l’album presente, sempre fra i primi posti, in tutte le classifiche da me analizzate rimane Dear Science dei TV on the Radio, album che rimarrà di certo nella storia, così come Viva La Vida or Death And All His Friends dei Coldplay, altra “best choice” dell’anno.
Vengono, poi, Third dei Portishead, i Vampire Weekend con il loro album omonimo e un’altra rivelazione dell’anno, Oracular Spectacular, album d’esordio dei MGMT.

Le delusioni, sempre statisticamente parlando, sono i grandi nomi, sempre presenti, ma mai sul podio. Né i Metallica, né i Verve, né gli Oasis, né gli AC/DC, né tantomento i “finti” Guns n’Roses riescono a piazzarsi in buone posizioni. Non rimane che citare le “stranezze” più frequenti. Una fra tutte, la quasi totale assenza dell’ultimo lavoro di Nick Cave & The Bad Seed, Dig, Lazarus, Dig!!!, tanto recensito e apprezzato durante il corso degli ultimi 365 giorni. Senza dimenticare Með suð í eyrum við spilum endalaust dei Sigur Rós, accolto come un capolavoro da tutte le riviste più importanti del mondo.

Questa è solo una piccola statistica, le varie classifiche propongono decine e decine di altri album. La cosa migliore da fare, per chi può, è ascoltarli e valutarli personalmente.