multaDal primo gennaio il governo ha aumentato il costo delle multe per le infrazioni al codice della strada, aumenti che sono scattati – accusano le associazioni dei consumatori – per aiutare i comuni a trovare fondi dopo il taglio dell’Ici. La novità è arrivata a ridosso delle festività natalizie e di fine anno. Infatti tutto è iniziato con un decreto varato lo scorso 17 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 30 dicembre, dove si parla di “aggiornamenti degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni del Codice della strada”. E così – perché prima o poi capiterà – davanti a una vostra infrazione più o meno lieve del codice della strada, potrete pensare intensamente al trio composto dai ministri Giulio Tremonti (Economia), Angelino Alfano (Giustizia) e Altero Matteoli (Trasporti), ovvero i tre membri del Governo Berlusconi che hanno firmato il decreto. Secondo quanto dicono le fonti governative, i rincari delle multe sarebbero collegati semplicemente all’inflazione del 2008, per cui in media si aggirano sul 5%. E’ la stessa variazione dei prezzi per le famiglie calcolata dall’Istat, l’Istituto nazionale dei statistica, dal 1° dicembre 2006 al 30 novembre 2008. Per capire però che aria tiri è sufficiente fare qualche esempio pratico. Gli automobilisti che passano con il semaforo rosso dovranno pagare sette euro in più rispetto all’anno scorso: da 143 a 150 euro. Per la solita sosta vietata il rincaro di due euro: da 36 a 38 euro. Ma ci sono aumenti differenziati per i diversi tipi di sosta vietata: se si parcheggia sui posti riservati ai portatori di handicap pagherà 78 euro invece dei 74 euro che si pagavano fino a pochi giorni fa, e altri 4 euro di aumento se ci si ferma sui marciapiedi. Guarda caso l’aggiornamento delle multe arriva proprio quanto vengono pesantemente aumentate le tariffe di servizio alle auto. Per rimanere al divieto di sosta, in parallelo sono scattati dal primo gennaio gli aumenti per pacheggiare nelle strice blu. A Milano le tariffe in centro sono passate da 1,5 e 2 euro secchi secchi mentre a Roma, sempre nel centro, le tariffe sono aumentate del 20%, da un euro l’ora a un euro e 20 centesimi. Proprio su questo sono intervenute anche le associazioni dei consumatori. “E’ una misura – commenta il presidente di Adoc Carlo Pileri – che mira a far recuperare ai grandi Comuni i minori introiti dell’ICI vanificando di fatto ogni vantaggio fiscale avuto dalle famiglie”. L’Adoc aggiunge che “è inconcepibile e ingiustificato un aumento pari al doppio dell’inflazione, che si aggiunge a multe già ingiustificatamente aggravate da costi di esazioni fuori mercato e che vengono incassati spesso da società private, e che andrà a colpire soprattutto le famiglie che vivono nelle città aggravando ulteriormente la già difficile situazione economica”.