obesitaSovrappreso e obesità aumentano il rischio di malattie croniche come diabete e patologie del cuore e proprio all’obesità sono attribuiti 52 mila decessi l’anno: si tratta del secondo rischio per la salute dopo il fumo. A lanciare l’allarme per quella che è stata definita una vera e propria ‘epidemia obesita” a livello internazionale, gli esperti riuniti oggi al Ministero della Salute per un convegno su questo tema. L’obesità e il sovrappeso sono infatti in aumento in tutti i paesi occidentali ed in Italia, oggi, è in sovrappeso un maschio adulto su due, una donna su tre e un bambino su tre. Una situazione grave, come ha sottolineato il responsabile del Dipartimento prevenzione del Ministero della Salute Donato Greco: “Tra i fattori di rischio – ha detto – quelli legati all’appartenenza alle classi meno agiati e con basso livello di istruzione, ma l’obesità è in generale aumento in tutta la popolazione facendo registrare un +9% negli ultimi cinque anni. E’ una vera epidemia – rileva Greco – e solo il fumo riesce a fare peggio”. Si tratta, secondo l’esperto, di “un’emergenza non solo etica e di salute ma anche economica, perché si mette a rischio la stessa sostenibilità del sistema sanitario. Per questo si deve parlare di un’emergenza vera”. Da qui l’impegno del ministero nell’azione di contrasto a questo problema di salute pubblica attraverso iniziative come il Programma Guadagnare Salute e il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007. Guadagnare salute, ricorda Greco, prevede l’attuazione di una serie di interventi multisettoriali con il coinvolgimento di vari soggetti, dai ministeri alle associazioni professionali e dei produttori di alimenti. All’incontro di oggi hanno preso parte anche vari esperti provenienti da Usa e Gran Bretagna, i quali hanno sottolineato come il problema dell’ obesità non abbia oggi più confini e rappresenti un’analoga “pesantissima emergenza” anche in questi stati. Dagli esperti, dunque, il richiamo alla necessità di politiche a lungo termine e soprattutto di un maggiore stanziamento di fondi per misure di contrasto. Così come si farebbe, è la conclusione degli esperti internazionali, per contrastare qualunque altra epidemia, a partire da una eventuale esplosione dell’epidemia di aviaria. Piu’ si hanno chili di troppo e piu’ aumenta il rischio di malattie croniche come diabete e patologie del cuore ed e’ il secondo rischio per la salute dopo il fumo. Esperti riuniti al ministero fanno il punto.

L’ obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette “del benessere”. Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni, ictus e la sindrome da apnea notturna.Dieta ipocalorica e movimento fisico possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche.

L’obesità nei bambini è molto diffusa nei paesi sviluppati in gruppi di popolazione povera. I dati sono allarmanti: infatti per i bambini dai 6 ai 12 anni tra il 1976 e il 1980 il tasso di obesità era del 7% mentre, nella stessa fascia d’età, dal 1988 al 1994 era del 12% per poi passare alla punta del 15% nel 2000. Una parte di questo aumento è dato da diverse correzioni del peso forma “normale” negli ultimi trent’anni. D’altro canto è aumentata anche notevolmente la percentuale di bambini e adolescenti sottopeso. Le regioni più interessate da questo problema sono prevalentemente quelle dell’Italia Meridionale, tant’è che a Napoli si registra un tasso del 16.6%. In Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia, Sicilia il tasso di popolazione in sovrappeso arriva al 23.6% e quella obesa al 13.5%. È molto cresciuto negli ultimi anni anche il tasso di obesità nei teenager (13-19 anni d’età), infatti dal 1976 al 1980 la popolazione adolescente obesa raggiungeva il 6%. Peraltro è molto difficile stabilire validi criteri per l’obesità in generale. E di conseguenza circolano tabelle e indicazioni molto eterogenee. In bambini e adolescenti si complica ulteriormente la faccenda, perché in fase di crescita e sviluppo sessuale, i dati biometrici stessi variano notevolmente. 3 percentili significa, che 3 su 100 giovani sani di una determinata età e sesso si trovano sotto il valore indicato.

Bisogna stare molto attenti alla propria salute, in particolare con l’alimentazione, parte fondamentale della nostra vita. Non abusare di cibi grassi e fare una corretta attività fisica.