Blocco assunzioni nelle università in rosso e norme anti-fannulloni. Ma anche più alloggi e borse di studio, e premi per gli atenei ‘virtuosi’. Questi alcuni dei punti del decreto legge Gelmini in materia di università. Ecco le principali misure contenute nel provvedimento:

LE ASSUNZIONI: Sono bloccate nelle università che, al 31 dicembre di ciascun anno, sono in deficit. Gli atenei indebitati vengono esclusi per il 2008-2009 dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Gli atenei virtuosi, invece, avranno lo sblocco parziale del turn over (che passa dal 20% al 50%) a patto che il 60% dei soldi vada per reclutare i giovani.

CONCORSI: Cambiano le regole per la composizione delle commissioni. Per la selezione dei docenti sono previsti un ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di dodici persone da cui sono esclusi i docenti dell’università che assume. Per i ricercatori la commissione è composta da un ordinario e un associato scelti dalla facoltà che bandisce il posto e da due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari, esclusi sempre i docenti dell’ateneo che assume. Una commissione nazionale designata dal Cun (Consiglio universitario nazionale) supervisionerà le operazioni di sorteggio che saranno pubbliche.

RIAPERTI I TERMINI DEI CONCORSI: Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi, ma sono riaperti i termini per I concorsi in atto fino al 31 gennaio 2009.

universitaNORME ‘ANTI-BARONI’ e ‘ANTI-FANNULLONI’: Nasce un'”Anagrafe nazionale dei professori ordinari, associati e dei ricercatori” aggiornata annualmente che contiene, per ciascun nome, l’elenco delle pubblicazioni scientifiche. Per ottenere gli scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto attività di ricerca e pubblicazioni. Se per due anni non ce n’é traccia, lo scatto di stipendio è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni di concorso. Professori e ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale).

TRASPARENZA: Gli atenei dovranno garantire trasparenza nei bilanci e far sapere agli studenti come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno anche pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati.

PREMI PER UNIVERSITA’ VIRTUOSE: Almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito già dal 2009 alle università virtuose per migliorarne la qualità della ricerca e dell’offerta formativa.

DIRITTO ALLO STUDIO: Arrivano 65 milioni per nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate ai meritevoli.

RIENTRO DEI CERVELLI: Le università potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi “stabilmente impegnati all’estero”, anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli. Si potranno anche chiamare “studiosi di chiara fama”.