fumoFumare una sigaretta a settimana non fa bene ma non provoca neppure gravi danni. I rischi da tabagismo aumentano vertiginosamente se il consumo abituale è di oltre 6-10 sigarette al giorno. Il fumo di pipa o di sigaro è meno dannoso se non è aspirato, ma è più dannoso del fumo da sigaretta se viene aspirato. I fumatori rischiano l’infarto cardiaco 4 volte di più di un non fumatore.
Il fumo infatti non danneggia solo i polmoni, bensì a ogni boccata di sigaretta i vasi sanguigni si restringono, causando un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (la nicotina provoca tachicardia).
Inoltre, il monossido di carbonio assorbito col fumo riduce l’apporto di ossigeno alle pareti interne delle arterie, favorendo i depositi arteriosclerotici con gravi conseguenze, quali infarto, angina pectoris, ictus cerebrale, occlusione di arterie delle gambe, e aumentando la possibilità di trombosi.
Chi smette di fumare riduce di 1/5 il rischio di disturbi cardiocircolatori. Dopo un anno senza sigarette i rischi si riducono ulteriormente e dopo 3-5 anni (a seconda del numero di sigarette fumate in precedenza) si azzerano del tutto.
FUMO ATTIVO: Il fumo attivo è certamente il più rischioso e si riferisce a chi volontariamente inala e aspira del fumo derivante da tabacco. Uno studio inglese a riguardo ha pubblicato che i non fumatori vivono in media 10 anni. di più dei fumatori e che i forti fumatori hanno il 25% di possibilità in più di morire di tumore al polmone o di polmonite cronica ostruttiva.
Il danno che provoca un fumatore ai propri polmoni può impiegare fino a 20 anni prima di diventare un cancro. Inoltre, più uomini che donne muoiono a causa del fumo. Lo United States Centers for Disease Control and Prevention dichiara che il fumo è la prima causa di rischio per la salute tra i paesi sviluppati e che il tabagismo è una delle più importanti cause di morte prematura nel mondo.
FUMO PASSIVO: Il fumo passivo è il fumo che viene involontariamente respirato in ambienti in cui sono presenti persone che fumano. Un rapporto della European Respiratory Society (Lifting the smokescreen, 2006), stima che, nell’anno 2002, il fumo passivo sarebbe stato responsabile della morte di circa 80.000 adulti in Europa, di cui circa 7000 sui luoghi di lavoro.
Per l’Italia sono stati stimati 7180 morti complessivi per fumo passivo di cui 993 per esposizione sui luoghi di lavoro. È questa la causa principale dei divieti di fumo vigenti nella maggior parte delle nazioni industrializzate.