darwinScienziato o imam, in Turchia non fa differenza.
Nello stato che, ormai da diversi anni, tenta di entrare a far parte dell’Unione Europea, Omar Cebeci ha ritenuto inappropriata una copertina della rivista scientifica ‘Scienza e Tecnica’, pubblicata dal Tubitak, Consiglio di Scienza e Ricerca turco, di cui Cebeci è vice presidente.
Nonostante la Costituzione della Turchia dichiari la laicità dello stato, la fede ha trionfato sulla scienza. La copertina in questione, infatti, raffigurava il volto di Charles Darwin, biologo, geologo e zoologo britannico, primo teorico dell’evoluzionismo, chiaramente in disaccordo con le credenze creazionistiche proposte dal Corano.
A Darwin, l’Unesco ha addirittura dedicato il 2009, duecentesimo anniversario della sua nascita, e Cigdem Atakuman, direttrice della rivista ‘Scienza e Tecnica’, avrebbe voluto rendergli omaggio con una copertina e un servizio di approfondimento.
A rimetterci è stata proprio lei, la Atakuman, vittima della censura, e ha pagato con l’immediato licenziamento, disposto di persona dal prof. Cebeci.
E non è tutto. Dopo l’allontanamento della direttrice della rivista, il Consiglio ha ben pensato di sostituire la copertina e il servizio, rimpiazzandoli con il tema, decisamente più appropriato ad un pubblico islamico, delle modifiche globali del clima.
Reso noto dal quotidiano laico Milliyet, il fatto pone l’accento, ancora una volta, sulle grandi differenze che rendono la Turchia, più che un paese pronto a entrare a far parte dell’Unione Europea, un intruso geografico.
A Strasburgo, infatti, i due europarlamentari radicali, Marco Pannella e Marco Cappone, hanno denunciato l’episodio, condannando «la feroce opposizione islamica alle teorie evoluzioniste».
Alla luce dei fatti, quindi, gli europarlamentari dovrebbero valutare la possibilità di accogliere la Turchia nell’Unione, solo dopo essersi chiesti per quanto tempo ancora il fondamentalismo continuerà a prevalere sulla scienza, e per quanto tempo ancora sarà negata la libertà di espressione, principio fondamentale e inaggirabile della cultura occidentale.