stor_15620736_46580Woody Allen è tornato a New York. Dopo tre film girati in Europa, fra l’Inghilterra e la Spagna, l’ormai settantatreenne newyorkese, scrive e dirige Whatever Works, in italiano Purché Funzioni.
L’ha presentato al Tribeca Film Festival e verrà distribuito in Italia in ottobre, dalla Medusa.
Woody Allen pubblica così un film che ricorda il suo capolavoro indiscusso, Manhattan. La fotografia non è in bianco e nero e non ci sono le musiche di George Gershwin, ma sembra che il regista voglia ritrattare le stesse tematiche con la stessa leggerezza e lo stesso sottile sarcasmo, senza però dare la stessa soluzione.
Sebbene il film proponga di nuovo una visione dell’esistenza sempre cupa e decadente, gli elementi che danno un senso all’esistenza non sono dettati dall’arte, da Mozart o da Monet, ma da tutto ciò che accade, whatever works, purché funzioni, come recita il titolo.
La trama racconta, infatti, una serie di situazioni imprevedibili e colpi di scena da cui scaturiscono relazioni e amori improbabili ma possibili e, soprattutto, che funzionano. È raccontato l’incontro fra uno scienziato sessantenne a un passo dalla vittoria del Premio Nobel e una ventenne del Sud del paese. Boris e Melody, interpretati da Larry David e da Evan Rachel Wood, si sposano, a dimostrazione del fatto che tutta l’esistenza non ha un senso preciso ma è legata esclusivamente al caso.
«Non sappiamo perché siamo al mondo, e persino la nostra nascita è legata al caso» ha risposto Woody Allen ai microfoni dei giornalisti al festival di Tribeca. C’è chi ha pensato che il finale del film lasci intravedere un leggero ottimismo nel pensiero del regista. A loro, Allen risponde parlando di accettazione e disincanto rispetto alle situazioni e agli avvenimenti che la vita ci riserva.
Con Whatever Works, Woody Allen sembra contestualizzare la meditazione esistenziale propria di Manhattan, trasferendola nella New York di oggi, senza dimenticare l’elezione del nuovo presidente Obama, con il quale, secondo il regista, gli Stati Uniti intraprenderanno un nuovo corso, decisamente migliore di quello della scorsa amministrazione. Un corso che potrà rendere accettabile anche l’esistenza di tutti i cittadini americani, purché funzioni.