iniestaI Campioni d’Europa in carica sono pronti a difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Il Manchester United di Sir Alex Ferguson annienta, con una facilità che delude quanti si aspettavano una “guerra” stile Chelsea – Liverpool, l’Arsenal del collega francese Wenger. Troppa la differenza, quasi nulla la possibilità di ribaltare la superiorità nettissima già mostrata all’Old Trafford dove la fortuna, un po’ di imprecisione sotto rete degli uomini di Ferguson e l’eccessiva prudenza tattica adottata il vantaggio, avevano contenuto ad un solo gol il gap fra le due squadre.
Premiata la prudenza dell’allenatore scozzese perché è proprio il coreano a poter sfruttare all’ottavo minuto uno scivolone di Gibbs che lo mette solo davanti ad Almunia. Palla spedita in rete senza grosse difficoltà e vantaggio servito. L’Arsenal, in avvio intraprendente, subisce il colpo e si fa trovare impreparato ancora dopo 3 minuti. Punizione di Cristiano Ronaldo potente, ma non irresistibile, sulla quale Almunia si fa bucare nuovamente. Dopo 11 primi la gara, di fatto, si chiude. Nella ripresa, al 16esimo, Cristiano Ronaldo avvia con il tacco un contropiede, Park lancia Rooney che serve il portoghese calato in area gunners come un fulmine per una scivolata vincente che spedisce per la terza volta il pallone in rete. Fletcher non giocherà la finale, i suoi compagni sì ed hanno tutta l’intenzione di ripetersi dopo il successo dello scorso anno.

L’altra finalista sarà il Barcellona, che cercherà di spezzare il dominio del Manchester. Gli spagnoli pareggiano per 1-1 allo Stamford Bridge con il Chelsea e agguantano la finale di Roma contro il Manchester United. A Londra, per la semifinale di ritorno di Champions League, Hiddink schiera i suoi con il 4-5-1 optando per la punta unica Drogba. Risponde Guardiola con il 4-3-3: in attacco il tridente Iniesta-Eto’o-Messi. Dirige la gara l’arbitro Ovrebo coadiuvato dal quarto uomo Sandmoen e dai guardalinne Holen e Nebben. Nelle primissime battute del primo tempo i Blaugrana paiono subito determinati ad attaccare e dominano sotto il profilo del possesso palla ma gli inglesi sono altrettanto determinati e capaci di opporre una difesa davvero insuperabile sfruttando prevalentemente il gioco di rimessa. Alla prima occasione d’attacco sono proprio i Blues sbloccare il risultato con Essien che al 10’ colpisce al volo di sinistro da fuori area indirizzando il pallone sotto l’incrocio dei pali, proprio dove Victor Valdes non può arrivare. Il vantaggio galvanizza gli inglesi che oltre a stringere ulteriormente le maglie difensive provano ad attaccare con maggior spigliatezza mettendo in difficoltà la retroguardia blaugrana, graziata per ben due volte dall’arbitro in due clamorose occasioni da rigore. Gli spagnoli palleggiano a tutto campo ma non riescono praticamente mai a sfondare e, colpevoli di una miriade di leggerezze in fase conclusiva, vanno al riposo sul risultato sfavorevole di 1-0.
Nella ripresa si ripete lo stesso tema visto nel primo tempo con i Blaugrana che provano ad attaccare senza troppa convinzione ed il Chelsea, aggressivo, che prima si difende e poi riparte in contropiede sfruttando la velocità e la prestanza fisica di Drogba. E’ proprio del centravanti ivoriano l’occasione più limpida: al 52’ sulla sua conclusione ravvicinata è strepitoso nella respinta con i piedi Victor Valdes. Al 66’ Abidal commette ingenuamente fallo da ultimo uomo su Anelka e viene espulso. La partita si sviluppa su buoni ritmi ma con poche vere emozioni fino al 93’, quando Iniesta, su assist di Messi, insacca con un grande esterno destro la rete dell’1-1 che capovolge il destino delle due compagini. Il Chelsea è beffato oltre che dal gol subito nel recupero anche dalle dubbie decisioni arbitrali e reagisce protestando con rabbia verso il direttore di gara che risponde prontamente, ammonendo a ruota libera i giocatori inglesi. La tensione è alle stelle nelle file dei Blues mentre dall’altra parte comincia la festa per i catalani, fortunati finalisti a Roma contro il Manchester il 27 Maggio.