814_ppÈ terminata ieri la sessantanovesima edizione del Festival di Cannes, con le premiazioni, che hanno trovato l’accordo di gran parte della giuria.
L’Italia esce a mani vuote, dopo tutti gli apprezzamenti della critica per Vincere di Marco Bellocchio.
A trionfare è, invece, Michael Haneke, che vince la Palma d’Oro per il miglior film. Il regista ha scritto e diretto Das weiße Band (Il Nastro Bianco), lungometraggio sulle origini del nazismo, ambientato in un villaggio protestante del Nord della Germania, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, dove accadono degli strani e drammatici eventi, visti come una sorta di rituale unitivo contro la ferrea mentalità protestante e repressiva.
Il premio Grand Prix va a Un prophète, di Jaques Audriard, favorito al massimo premio già alla vigilia del festival.
Il miglior regista è Brillante Mendoza, con Kinatai, e il premio per la migliore sceneggiatura viene assegnato a Lou Ye, per Hun Feng Chen Zui De Ye Wan (Spring Fever).
I migliori attori dell’edizione sono Charlotte Gainsbourg, forte della sua grande interpretazione nel molto discusso Antichrist, e Cristoph Waltz, uno degli aspetti migliori del nuovo film di Quentin Tarantino, Inglorious Basterds.
Il premio della giuria va, ex-aequo, a Fish Tank e Bak-Jwi (Thirst), diretti rispettivamente da Isabel Coixet e Park Chan-Wook.
Joao Salaviza, regista di Arena, vince, invece, la Palma d’Oro per il miglior cortometraggio.