c_3_media_810609_immagineProve tecniche di pura adrenalina per Mascara, Santon e Marchetti e D’Agostino, cui il tecnico azzurro regala il brivido del debutto in Nazionale. Chi alla soglia dei vent’anni, chi ormai sull’orlo della trentina.
La squadra avversaria, anch’essa presentatosi in formazione largamente sperimentale, per la verità non è dei più tremebondi. L’Irlanda del Nord, nella sua storia, ha partecipato solo a tre edizioni del Mondiale. E oggi, come l’Italia, nell’amichevole di Pisa manda in campo una formazione composta prevalentemente da giovani.

Gara condotta a buon ritmo dagli azzurri, propositivi e dinamici. All’11’ un cross tagliato di Santon da destra non viene raccolto dai compagni appostati a centro area. Una sventola di controbalzo alta del volenteroso Pazzini al 15’ è il prologo al supergol siglato da Giuseppe Rossi al 18’: riceva palla leggermente defilato sull’out di sinistra, prende la mira e inchioda il portiere avversario Toffey, per la verità parso non irreprensibile, con una staffilata micidiale che accarezza il primo palo e si infila in fondo al sacco: 1-0. Blanda la reazione dei verdi d’Irlanda, è l’Italia che continua a menare le danze. Lippi vuole un gioco veloce e spigliato, fatto di rapidi fraseggi, improvvise verticalizzazioni e palla tenuta rigorosamente a terra. Il gioco spumeggiante dei giovani azzurri produce, prima dell’intervallo, altre tre palle gol: un colpo di testa imperioso di Gamberini su corner di Mascara al 30’, salvato sulla linea dai difensori ospiti a Toffey battutissimo, un rasoterra di Mascara da dentro l’area al 42’ rintuzzato dal portiere ospite con una presa ferrea a terra e infine, proprio al 45’, una stoccata di Montolivo lanciato in profondità da un suggerimento in verticale deviata da un difensore irlandese e respinta affannosamente di piede da Toffey, colto in controtempo. Primo tempo da spettatore non pagante per Marchetti, praticamente inoperoso.

La ripresa si apre con l’Irlanda del Nord finalmente pericolosa: un gran tiro dal limite di Healy viene infatti ammortizzato a fatica dal bravo Marchetti, che si accartoccia e blocca in presa. Ma è solo un fuoco di paglia, perché poco dopo, al 52’, l’Italia confeziona un gol che è un’opera d’arte: Foggia, entrato nella ripresa assieme a Palombo, Dossena e Brighi, parte centralmente in progressione, si beve in slalom due avversari e, dopo una serie di dribbling e contro dribbling, sforna il “cioccolatino” con morbido tocco sotto che scavalca in pallonetto l’attonito Toffey: è uno splendido raddoppio e l’Arena Garibaldi si alza tutta in piedi ad applaudire il folletto della Lazio. Da questo momento in avanti la gara si trasforma in un autentico tiro al bersaglio alla porta irlandese. Il povero Toffey si vede piombare gli azzurri da tutte le parti. Così, disorientato, al 56’ commette un solare fallo da rigore in uscita su Pazzini e viene ammonito. Si riscatta però intuendo il tiro dal dischetto dello stesso bomber blucerchiato e deviandolo brillantemente sul palo. La cifra tecnica degli azzurri sovrasta l’approssimativa proprietà di palleggio dei volenterosi ragazzotti irlandesi, inconcludenti e carenti anche nei fondamentali. Foggia è in serata di grazia e imperversa sulla destra, facendo il bello e il cattivo tempo. Le occasioni per l’Italia piovono copiosissime: da Brighi (colpo di testa parato miracolosamente con un intervento alla “Dudek” dal portiere nordirlandese intanto subentrato a Toffey, Mannus) a D’Agostino (sinistro potente a giro dal limite deviato sopra la traversa con un gran colpi di reni dall’estremo difensore). Per l’Irlanda del Nord, invece, solo una punizione dal limite di McGinn di poco larga oltre il sette alla sinistra di Marchetti, che non deve neppure sporcarsi i guanti. Così, si giunge al coronamento della favola del principe Pellissier, brutto anatroccolo baciato dall’ispirazione e diventato cigno quando, al 79’, raccoglie a centro area un suggerimento sporco di un compagno e, coordinandosi in precarie condizioni di equilibrio, tira fuori dal cilindro una mezza girata da antologia che si insacca sul primo palo alla destra di Mannus. E’ l’apoteosi di un grande attaccante che trova la prima gioia in Nazionale a trent’anni suonati. E potrebbe pure ripetersi quando, all’84, fugge in campo aperto solo davanti al portiere,facendosi ipnotizzare da Mannus.

Già da domani la compagine azzurra partira per il Sud Africa dove la prossima settimana affronterà sempre in amichevole la Nuova Zelanda e poi successivamente avrà inizio il “mini-mondiale” della Confederation Cup.