BRITAIN FORMULA ONE BRITISH GRAND PRIXNon ci sarà nessun mondiale alternativo di Formula 1.
Ieri, a una settimana dalla scissione, la linea della FOTA, l’associazione dei team “ribelli” della Formula 1, e del suo maggior rappresentante, Montezemolo, ha prevalso sulle decisioni di Max Mosley, che avrebbe voluto imporre un limite massimo ai budget annuali utilizzabili da ogni team.
A spingere verso l’accordo anche Bernie Ecclestone, capo della FOM, l’associazione che controlla la maggior parte dei diritti della Formula 1. E sono chiare le sue motivazioni: con l’uscita dal mondiale dei maggiori team, la FIA avrebbe perso non solo in termini di cedibilità, ma anche in termini economici.
La FOM, infatti, gestisce i diritti televisivi del campionato e stipula i contratti con le aziende. Le stesse aziende che, data la probabile nascita di un nuovo mondiale, creato dalla FOTA, avevano già manifestato dei dubbi sulla possibilità di un nuovo acquisto dei diritti TV.
La pace è fatta, quindi, ed è stato firmato anche un nuovo Patto della Concordia. Il nuovo accordo, che impegna le squadre a rimanere a tempo indefinito sotto l’ombrello protettivo della FIA, prevede una riduzione annuale e graduale dei budget che, si spera, possano ritornare ai livelli degli anni Novanta, entro il 2012.
I prezzi saranno diminuiti, infatti, per consentire la partecipazione ai team economicamente più deboli.
Tutto tornerà come prima, quindi, ma non mancheranno le novità. Dal 2010, infatti, scomparirà il neonato kers e saranno aboliti i rifornimenti durante la gara della domenica. Si correrà di nuovo nei circuiti di Montreal e Indianapolis e scenderanno in pista ventisei vetture: quelle attualmente in competizione più la Manor, la Campos e la UsF1.
Sarà inoltre discusso un nuovo sistema di assegnazione dei punti: dodici al primo classificato, nove al secondo, sette al terzo, da sei in giù per gli altri.
Finisce così l’avventura di Max Mosley, che si farà da parte fino alla fine del suo mandato alla presidenza della FIA, a ottobre.