GallitelliCambio al vertice dell’Arma. Quest’oggi si è svolta la cerimonia d’insediamento del nuovo comandante generale Leonardo Gallitelli, il quale succede a Gianfranco Siazzu, presso la caserma Salvo D’Acquisto di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del sottosegretario Gianni Letta, dei ministri Ignazio La Russa, Roberto Maroni, Angelino Alfano, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Andrea Ronchi, Renato Brunetta, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo. Alla cerimonia assistono anche i vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate, nonche’ numerosi parlamentari.
Gallitelli era stato nominato circa un mese dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ma si era deciso di far restare in carica il suo predecessore Siazzu fino al termine del G8 dell’Aquila.

Il suo curriculum parla chiaro: uno degli alti ufficiali più operativi nell’Arma. Non soltanto per la sua carriera: da sottocapo di stato maggiore del comando generale fino alla carica di capo di stato maggiore passando per i comandi della scuola ufficiali dell’Arma e della regione carabinieri Campania. Operativo non soltanto per la sua attività di indagine che raggiunse il suo culmine nel periodo di tangentopoli, affiancando l’attività inquirente dei magistrati di «Mani pulite».

Chi lo conosce, descrive il generale Gallitelli come perfetto conoscitore della macchina, ovvero di tutto il sistema operativo dell’Arma, capace di predisporre i giusti interventi per salvaguardare la Benemerita. Già, salvaguardare. Perché Leonardo Gallitelli è soprattutto l’uomo che ha difeso la cassa dell’Arma dall’assalto delle varie Finanziarie che nel corso di questi ultimi anni di fatto hanno tagliato le risorse destinate ai carabinieri per 400 milioni circa di euro, in pratica un ridimensionamento del budget pari a circa al 50%. A Gallitelli, in pratica, si deve la recente ristrutturazione finanziaria dell’Arma. Un esercizio economico-finanziario, degno di un esperto amministratore delegato, che ha consentito ai carabinieri, seppure con risorse dimezzate, di operare nei margini necessari per garantire la preparazione dei militari e l’esercizio dei mezzi. Il nuovo comandante generale troverà nei fatti un’Arma che lui stesso ha ridisegnato a cominciare dalla nuova disposizione sul territorio evitando sprechi di risorse dovute a volte alla sovrapposizione di caserme e tenenze nello stesso distretto di competenza. A lui si deve anche la riorganizzazione della gestione dei mezzi privilegiando nuove acquisizioni, operazione economica più vantaggiosa rispetto ai costi di manutenzione necessari per garantire ancora pochi anni di funzionamento a un parco mezzi ormai vetusto. Portano la firma di Gallitelli, infatti, molti degli accordi commerciali, stipulati d’intesa con il ministero della Difesa. Messa così, il generale Gallitelli sembra l’uomo giusto al momento giusto, ovvero per contrastare un possibile decadimento strutturale dell’Arma provocato dai tagli ai finanziamenti. La sua nomina al vertice dell’Arma ha raccolto una soddisfazione bipartisan. «È stata una scelta molto difficile perché erano più d’uno i generali allo stesso livello di grado e di capacità ed è stato duro scegliere», ha commentato il ministro Ignazio La Russa, aggiungendo che però «non si possono fare tre, quattro comandanti generali». Per il responsabile del dicastero di via XX Settembre «è stata una scelta ben ponderata su mia proposta accolta con soddisfazione da tutto il consiglio dei ministri che ha espresso grande apprezzamento verso il nuovo comandante generale dell’Arma dei carabinieri e per il comandante uscente Gianfrancesco Siazzu».
Apprezzamento per la scelta di Gallitelli è giunto anche dai responsabili Difesa del Pd, Roberta Pinotti e Marco Minniti.

Si spera che la nomina di Gallitelli possa portare ulteriore giovamento all’Arma, soprattutto dal punto di vista finanziario, con l’intento di migliorare le strutture istituzionali sul territorio, e di poter colmare il gup del personale, in particolare di Marescialli.