mediterraneoSu nove gruppi di animali analizzati dagli esperti dell’Unione mondiale della conservazione della natura (Iucn), quasi una specie su cinque risulta a rischio estinzione. Questo il quadro dipinto per il Mediterraneo considerando i dati relativi a mammiferi, cetacei, pesci di acqua dolce, anfibi, uccelli, pesci cartilaginei, granchi e gamberi, libellule, rettili. Considerando queste specie nel complesso, l’1% risulta già scomparso. Secondo una classificazione del pericolo, il 5% risulta fortemente a rischio estinzione, il 7% a rischio e il 7% vulnerabile. In particolare, raffrontando dati rilevati a livello mondiale con quelli regionali, secondo il documento almeno il 56% delle specie endemiche di pesci di acqua dolce, cioé specie uniche nella regione, rischia di scomparire. Stessa stima per delfini e balene, seguiti dal 42% di squali e razze, il 36% di granchi e gamberi, il 29% degli anfibi, il 19% delle libellule, il 14% dei mammiferi, il 13% dei rettili e il 5% degli uccelli, che corre lo stesso pericolo. Inoltre, secondo gli esperti dell’Iucn, l’obiettivo di protezione del 10% di ciascuna delle regioni ecologiche del mondo è ben lungi dall’essere raggiunto e l’area del Mediterraneo non fa eccezione. Le aree marine protette sono ‘sottosviluppate’ e le zone meridionale ed orientale, a dispetto della loro rilevanza per la ricchezza di biodiversità, non sono sufficientemente tutelate.