-6La vergogna italiana si allarga a macchia d’odio, dal web ai muri di Genova e Livorno.
L’ultimo insulto agli eroi di Kabul è un numero rosso “-6”, marchio d’infamia del collettivo studentesco genovese di estrema sinistra Humpty Dumpty.
Stessa ignominia a Livorno dove i collettivi di estrema sinistra hanno meno fantasia ma lo stesso squallore: «Questa città non piange i sei parà». La scritta ora è stata cancellata, ma l’infamia resta.
Lo sconcerto aumenta quando, oltre ai soliti ragazzi immaturi ed infantili, si accoda anche Don Giorgio de Capitani da Lecco che sul suo blog scrive “Perché la morte di sei mercenari vale più di migliaia di disoccupati in un Paese rincogl….to?”

E allora bisognerebbe chiedersi, che Paese è questo se consente impunemente ai elemti di ultrasinistra, antagonisti, disobbedienti, di inneggiare all’”eroica resistenza afghana”?
Perché chi aveva esultato con “A Kabul è uscito il 6”, continua liberamente coi suoi macabri proclami di morte? Perché nessun magistrato apre un’inchiesta per “istigazione a delinquere e oltraggio alla pietà dei defunti” davanti a quella foto del mullah Omar, e quella frase “Bando d’arruolamento per l’anno 2009 di 6 volontari in ferma presso il poligono di Kabul”?

L’ignoranza targata italia dilaga, quale sintomo di assoluta mancanza di ideali, di valori, di rispetto. E’ inutile parlare di politica, di corruzioni, di mafie, quando la vera mafia è la stessa società italiana, che pensa principalmente al proprio e non al collettivo, secondo i principi costituzionali. E’ inutile sperare in una società migliore, se ognuno di noi continua a restare indifferente o addirittura ostile.
L’onore che gli eroi dell’esercito italiano rendono all’Italia con la loro missione in Afganistan è incommensurabile. Anche le recenti elezioni svoltesi in quel paese hanno dimostrato che la popolazione ha una percezione chiara di questi sacrifici e ne ha reso testimonianza esponendosi al rischio enorme di recarsi alle urne. Purtroppo, insieme a questo grande orgoglio dobbiamo affrontare anche un immenso dolore per i caduti e i loro familiari che non saranno mai sufficientemente ricompensati per le perdite che hanno subito. Peggio ancora però, è la grande vergogna che ci tocca provare per colpa di tanti vigliacchi che si rallegrano quando avvengono questi lutti. Lo stato italiano non dovrebbe tollerare questa infamia e forse dovrebbe ripagare tanto disprezzo con la stessa moneta.