A Croke Park l’Italia pareggia con un 2-2 che vale la certezza matematica della qualificazione ai prossimi Mondiali. In avvio Lippi presenta un’undici azzurro con Totò Di Natale preferito a Gilardino, spostando Iaquinta nella posizione di centravanti puro e piazza l’attaccante friulano a pungere sulla sinistra di un attacco che presenta anche Pirlo e Camoranesi come mezzepunte. A pungere, però, sono i ragazzi di Trapattoni, che alla prima occasione dopo otto minuti vanno in vantaggio con un gran destro da fuori area di Whelan che non dà scampo a Buffon e a una porta azzurra che non veniva perforata da 322′. Dopo l’1-0 gli azzurri provano a riversarsi in avanti, ma l’Irlanda la mette sul piano fisico ostacolando ogni velleità dell’Italia, che anzi finisce per subire più di quanto riesca ad offendere. Eppure dopo 25′ si intuisce che qualcosa può cambiare quando Grosso scaglia una botta al volo di sinistro che il portiere avversario, Given, afferra in presa sicura: è il segnale per la carica dei campioni del Mondo, che pochi momenti dopo riacciuffano il pareggio grazie al colpo di testa di Camoranesi su calcio d’angolo. L’1-1 sembra togliere agli irlandesi il sacro fuoco che li aveva animati nel primo quarto d’ora, lasciando così modo alla banda Lippi di dialogare con fraseggi di prima a palla bassa anche se prima dell’intervallo l’occasione più ghiotta arriva solo al 40′ e capita nuovamente sugli sviluppi di un corner: il protagonista questa volta è Legrottaglie, ma la sua schiacciata di testa non trova lo specchio della porta.

Pronti e via gli azzurri “rischiano” di passare in vantaggio alla prima azione della ripresa, ma viene annullato un gol per posizione irregolare di Iaquinta, che aveva tentato di correggere in porta un colpo di testa di Chiellini. Il secondo tempo è piuttosto confuso ma vivace, anche se di reali occasioni da rete non se ne vedono. L’undici italiano mantiene comunque per larghi tratti il pallino del gioco cercando un’opportunità per colpire. L’Irlanda, invece, procede a folate. La maggiore organizzazione azzurra produce poco, allora ci pensa Zambrotta ad agitare le acque con una cannonata di Zambrotta, che costringe l’estremo difensore avversario a rifugiarsi in angolo. A cinque minuti dal termine Given rischia però la frittata perché esce a vuoto su un calcio di punizione italiano diretto nell’area piccola ma, fortunatamente per lui, non viene punito per la leggerezza. I minuti finali sono vissuti tutti sul filo del rasoio, perché all’88’ St. Ledger si inserisce in area sulla punizione di Hunt e di testa batte l’incolpevole Buffon. A quel punto però, quando gli azzurri sembrano ormai condannati alla prima sconfitta del loro cammino di qualificazione a Sudafrica 2010, Gilardino si erge a salvatore della patria toccando in allungo la palla che vale il 2-2 conclusivo che assegna a Lippi e a tutti i suoi ragazzi un biglietto aereo per il Sudafrica.