milanForse ci siamo , è proprio così , tuttavia è opportuno e sacrosanto frenare l’entusiasmo , perché in questo campo la certezza è sempre in bilico ed è facile lasciarsi trasportare dall’onda di tali vampate medianiche che ti lasciano , a volte , davvero sbigottiti. Ma forse , e sottolineo forse , non è questo il caso : qualcosa si muove , sarà la voglia di rivincita , saranno il risultati positivi , sarà una voglia matta di ridimensionare lo strapotere nerazzurro , chi lo sa , ma qualcosa si muove. Sembra quasi strano a dirsi , ma il Milan sta affrontando un crisi , una rara crisi che inevitabilmente investe i vincenti . Ma strano perché ? Non dimentichiamo che il 2008 , quindi un anno fa , ha regalato ai ragazzi di Ancelotti una Coppa del mondo per club e una Super Coppa Europea , nonché la nomina , ormai , devo dire , logorata di “club più titolato al mondo” , nomina sulla quale la dirigenza rossonera , durante l’ultima ed inesistente estate di calciomercato , ha speculato e non poco. Non dimentichiamoci neppure il 2007 , che ha consacrato i rossoneri sul trono d’Europa . Parlo di due anni fa , di un passato , dunque , recentissimo. E’ strano a dirsi dunque che il Milan è in crisi. Però il calcio è questo , il pubblico del calcio è questo : un giorno sei un dio , il giorno dopo sei un reietto per il quale non vale la pena spendere soldi per un abbonamento allo stadio , specie se a vincere e a maciullare gli avversari sono i cugini calcistici. I Romani volevano “panem et circensem” , la formula ideale per mantenere a bada un popolo focoso e mediterraneo come quello del Lazio antico ; il pubblico calcistico di oggi vuole risultati , vuole spettacolo , e , se va bene , nuovi campioni da idolatrare e da vantare col compagno di banco o col collega d’ufficio. Ed è proprio per questo che ci siamo : finalmente la dirigenza lo ha capito. Sembra essere finito il mito dello zoccolo duro , che , per carità , finora ha funzionato e dato eccellentissimi risultati ma che ora è diventato desunto e ripetitivo. Sembra essere finito ed è per questo che finalmente si è deciso di investire e , anche questo strano a dirsi date le recenti performances rossonere in materia di mercato , sui giovani . Il talentuoso Pereira , il 17enne argentino soffiato alla Juventus , e il ghanese Adiah sono la più recente testimonianza. Ma non è finita qua . La dirigenza sta attentamente valutando la possibilità di portare il giovane Paloschi in rossonero a giugno , e di accollargli il difficile onere di nuovo Pippo Inzaghi. Se così stanno le cose , data la giovane età di un mostruoso Pato e dei nuovi innesti sopraccitati il Milan potrebbe trovarsi per l’anno prossimo un attacco versione bebè. Forse ci siamo , forse sono finiti i tempi dei vecchi Vieri e Ronaldo e , se mi consentite , Beckham. Una tradizione che ha le radici nella trattativa Rivaldo.
Vengono i risultati , i nomi nei taccuini della dirigenza non mancano , le trattative concluse ci sono , i nomi futuribili sono quelli dei tempi andati . Sembra proprio che Milan e milanisti siano riemersi , e speriamo che sia solo l’inizio di un’altra grande epopea che vedrà Milan , e mi sento di dire l’Italia calcistica , ai primi posti in Europa e nel mondo.