Inizia nel migliore dei modi l’avventura della Nazionale Italiana in Brasile. Sotto un sole e un clima afoso, gli uomini di mister Prandelli riescono a imporsi non senza difficoltà sulla ostica Inghilterra.
Mentre il Costa Rica strapazza il favorito Uruguay, il sessantaseienne CT ex nerazzurro schiera quattro punte e preferisce l’esuberanza di Sterling a Lallana: ben cinque i giocatori del Liverpool nell’undici iniziale. Hodgson, alla faccia del ritrovato possesso palla inglese, aspetta gli Azzurri per giocarsi il contropiede reggae: Paletta soffre Welbeck più della calvizie e ringrazia Barzagli per un salvataggio reso ancor più magico della foresta amazzonica che fa da sfondo. Darmian, il migliore della prima frazione, galoppa a destra con Candreva alfiere, ma i cross per Balotelli sono sempre assorbiti dai marcantoni della regina. Per sbloccarla torna in auge l’allarma bomba, e non v’è artificiere capace di disinnescare il destro di Marchisio da fuori, liberato da un geniale velo di Pirlo su assist di Verratti. La gioia però dura poco, perché la ripartenza dei Leoni sull’asse Rooney-Sturridge vuol dire 1-1. Nei due di recupero concessi da Kuipers è quasi-gol Italia due volte: prima Jagielka salva sul lob di Balotelli, poi Candreva coglie il palo.
Il museo degli orrori di Paletta prosegue senza soste, ma è l’Italia a tornare in vantaggio dopo soli cinque minuti: Candreva scherza Baines rientrando sul sinistro e il cross è un quindim di cocco e latte condensato per la cresta di Balotelli, perso da Cahill. Manaus, nonostante l’esodo pesante di tifosi inglesi, è un feudo azzurro e Rooney, infastidito dall’atmosfera, chiude troppo il destro del possibile 2-2. Sirigu non fa rimpiangere Buffon con gli ottimi interventi su Barkley e Baines, mentre Gerrard, finalmente messo di fronte al suo fan numero uno (Parolo), calcia alto su punizione dai venti metri. Cinque minuti di recupero sono tanti anche per una nazionale abituata a soffrire e Pirlo, che pare aver addomesticato anche quell’animale variopinto chiamato Brazuca, stampa sulla traversa una punizione dalla traiettoria di caucciù. Finisce 2-1 a Manaus, Azzurri in festa.