concerto rolling stones Roma
concerto rolling stones Roma

Una fiammata e l’ingresso di Keith Richards seguito da Mick Jagger e dal resto della band hanno dato inizio a 014 On Fire, il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, a Roma. La band, accolta dal boato del pubblico, ha dato il via allo show con Jumpin’ Jack Flash. “Grazie. Ciao Roma, ciao Italia”, è stato il saluto di Mike Jagger. “Che bello stare a Roma di nuovo, eh? Che posto meraviglioso”, ha detto il cantante dopo You Got me Rocking.
Il frontman della storica band ha continuato a incitare i 70mila presenti parlando in italiano. “L’Italia vincerà la Coppa del Mondo, eh? In bocca al lupo per martedì. Penso che la partita finirà 2-1 per Italia”.

Le 71mila persone presenti all’unica data in Italia del tour dei Rolling Stones hanno accolto i loro idoli con un boato e con i telefonini. Molti, moltissimi gli stranieri che non si sono lasciati sfuggire l’occasione di essere presenti per l’evento che ha messo insieme “la storia del rock all’interno della storia del mondo”, come ha detto soddisfatto il sindaco di Roma Ignazio Marino, in prima fila per uno spettacolo da lui stesso fortemente voluto e sostenuto.

I mega schermi rimandano palle di fuoco, la musica annuncia “Simpathy For The Devil”. Poi è Keith Richards a dare inizio alla grande festa con il riff immortale di “Jumpin’ Jack Flash”. La partenza è mozzafiato: “It’ s only Rock Roll”, “Let’s spend The Night together”, poi la virata romantica di “Streets Of Love”. La scaletta dei concerti degli Stones concede poche sorprese (un brano a sera viene scelto dai fan: è toccato a “Respectable”): ovviamente i super classici ci sono tutti, “Start Me Up”, “Miss You”, “Honky Tonk Women”, “Sympathy For The Devil”, “Brown Sugar”, “Tumblin’ Dice”. E quando, dopo “You Can’t Always Get What You Want”, sulla folla arriva il riff di “Satisfaction” il cerchio si chiude su questa notte di magia all’ombra del Circo Massimo.

Giovani e meno giovani, per tre generazioni di fan, da Spagna, Croazia, Norvegia. C’è l’Europa, soprattutto, ma non solo. I romani sono “solamente” un terzo: 20mila. Gli altri arrivano tutti da fuori. Lombardia, Campania, Piemonte, Puglia, Veneto le regioni maggiormente rappresentate.

Una marea umana, pronta a impazzire per ogni frase, ogni ammiccamento di Jagger. Alle 19, a quasi tre ore dall’inizio del concerto, a sfidare il caldo e l’attesa erano già in 60mila. Su maglie, cappellini, bandane, sulla pelle esposta al sole: ovunque campeggiava la linguaccia irriverente di Mick Jagger, marchio di fabbrica della band che festeggia i 50 anni di rock.