Finisce a Natal il Mondiale dell’Italia. All’Arena das Dunas gli azzurri di Prandelli perdono 1-0 contro l’Uruguay e sono eliminati. Agli ottavi passano la Celeste di Tabarez e la Costa Rica, quest’ultima come prima classificata del Girone D. A condannare gli azzurri è un colpo di testa di Godin all’81′. Partita drammatica. Balotelli, nervosissimo e ammonito nel primo tempo, viene lasciato negli spogliatoi da Prandelli all’intervallo. Espulso Marchisio al 58′, nel finale non visto un morso di Suarez ai danni di Chiellini.
A Natal ci si gioca tanto e si vede fin dai primi minuti.
Squadre contratte, ritmi bassi e poche occasioni. Il primo tiro in porta è azzurro: punizione insidiosa di Pirlo, Muslera (incerto) si rifugia in corner. Balotelli è nervoso, troppo: e al 23′ rimedia un evitabilissimo cartellino giallo per un’entrata scomposta su Alvaro Pereira. Ammonizione pesante, Super Mario era in diffida. Prova a scuotersi l’Italia, ma Immobile spara alle stelle col sinistro un pallone da ottima posizione. Ma alla prima zampata è l’Uruguay a fare paura: Buffon salva prima su un sinistro di Suarez, poi si ripete con un intervento straordinario sulla successiva respinta di Lodeiro. È l’ultima emozione dei primi 45 minuti, si va al riposo sullo 0-0.
Si riparte con una novità clamorosa. Balotelli resta negli spogliatoi, al suo posto Prandelli lancia Parolo che va a infoltire il centrocampo. Immobile diventa unica punta. Brivido per l’Italia al minuto 51 quando l’arbitro messicano Rodriguez non concede un rigore evidente per una trattenuta di Bonucci ai danni di Cavani. Soffrono gli azzurri e al 60′ anche l’arbitro ci mette del suo: Marchisio entra su Arevalo Rios con la gamba alta e rimedia il rosso diretto. Decisione severissima quella del fischietto messicano. Ora è assedio Uruguay ed è ancora Buffon a compiere il miracolo distendendosi su una puntata di Suarez destinata in fondo al sacco. Nel finale succede di tutto: l’arbitro Rodriguez e i suoi collaboratori non vedono un morso di Suarez ai danni di Chiellini. E all’81′ arriva il gol dell’Uruguay: corner da destra di Gaston Ramirez e colpo di testa vincente di Godin. L’Italia tenta il tutto per tutto anche in dieci, ma è allo stremo delle forze e l’assalto finale non serve. L’Uruguay resiste e fa festa, gli azzurri sono eliminati e a pezzi.

E’ un fallimento, sono triste per la squadra e per la nazione”. Sono le prime parole di Gigi Buffon, capitano azzurro, dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale. ”Ora dovremo fare tutti un bell’esame di coscienza”, ha detto il portiere ritirando il premio di miglior giocatore della partita. ”Non si sa da dove nasce questo fallimento. Avevo iniziato bene e, vista la prima vittoria, ci eravamo fatti delle illusioni. Poi, dopo la seconda brutta gara, anche oggi abbiamo creato poco e siamo usciti meritatamente“, ha aggiunto il numero uno dell’Italia. Poi non l’ha mai nominato esplicitamente, ma le durissime parole del capitano Buffon, oggi il migliore in campo dell’Italia insieme a Verratti, sono chiaramente rivolte a Mario Balotelli: “penso che in quest’Italia chi ha dimostrato sempre di meritare di vestire la maglia Azzurra sono i vari Pirlo, De Rossi e gli altri senatori. Tutti dicono che siamo vecchi, ma abbiamo dimostrato sempre quanto valiamo nonostante le troppe critiche. Invece qualche altro non lo merita, io penso che d’ora in poi nell’Italia debba giocare solo chi merita sul campo con i fatti di vestire questa maglia così importante, e non che viene convocato così per sentito dire, per quello che vorrebbe o potrebbe fare, per quello che si dice possa fare ma poi non lo fa mai. Sicuramente dopo il Mondiale del 2010 ci sono state due competizioni dove abbiamo ben figurato, secondi all’Europeo e terzi alla Confederations Cup. Si pretende la massima serenità di giudizio e correttezza da parte di tutti. Si sente dire che c’è bisogno di ricambi, che Pirlo, Buffon, Barzagli, De Rossi sono vecchi, ma poi quando c’è da tirare la carretta sono sempre questi in prima fila. Andrebbero rispettati di più loro per quello che hanno fatto e quello che rappresentano ancora adesso. Quando si va in campo si deve fare e non basta più vorrebbe fare o farà”, la critica del portiere della Nazionale.“.