Cento miliardi: è questo il numero di pianeti, solamente all’interno della nostra galassia, ‘gemelli’ della Terra e che quindi potrebbero ospitare qualche forma di vita. A farne la stima è Tim Bovaird, dell’Università Australiana Nazionale, in uno studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Astronomical Society utilizzando i dati ottenuti da Kepler, il satellite della Nasa creato proprio per dare la ‘caccia’ ai pianeti extrasolari.

Per ora i pianeti osservati, al di fuori del nostro sistema solare, sono poco meno di 2000 e di questi si stima che solo una piccola parte, forse inferiore al 20%, possa avere le condizioni giuste per avere acqua in forma liquidi (requisito fondamentale per come conosciamo la vita). Su questi dati ottenuti da Kepler i ricercatori australiani hanno creato dei modelli matematici per cui stimano che i pianeti che si trovano nelle condizioni ‘giuste’ potrebbero essere solo nella nostra galassia circa 100 miliardi. Una cifra dieci volte superiore rispetto a stime precedenti e che aumenterebbe quindi la possibilità che esistano forme di vita al di fuori della Terra.

“Tuttavia – ha spiegato Charley Lineweaver, altro responsabile dello studio – l’universo non pullula di alieni con intelligenza umana capaci di costruire radiotelescopi o navicelle spaziali. Altrimenti li avremmo in qualche modo ‘sentiti’”. “Potrebbe essere – ha aggiunto – che esista qualche altro collo di bottiglia che ostacoli la nascita della vita e che non conosciamo, oppure considerare che le civiltà intelligenti crescano ma finiscono poi per autodistruggersi”.

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