amanda knox, raffaele sollecito, cassazione, sentenza, La Cassazione ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox per non aver commesso il fatto. Le ipotesi prima dell’arrivo di questa sentenza, da ritenersi definitiva, erano tre: la conferma della sentenza di Appello, secondo la quale i due erano stati condannati a 25 e a 28 anni di reclusione, l’annullamento con rinvio o l’assoluzione senza rinvio. Ed è proprio quest’ultima, emessa dalla Cassazione, che ha ora messo fine ad una vicenda giudiziaria durata otto anni. La Knox condannata a tre anni solo per l’accusa di calunnia, pena già scontata.
La vicenda dell’omicidio di Meredith Kercher si chiude, dunque, con un unico punto fermo: riguarda Rudy Guede, il solo degli imputati che ha scelto il rito abbreviato e definitivamente condannato a 16 anni di reclusione.

“Sono felicissimo per la sentenza, io e l’avv.Giulia Bongiorno terremo lunedì, a Roma, una conferenza stampa alla quale siete tutti invitati. Per favore vi prego di non seguirmi, per adesso non ho nulla da dire”. Lo ha detto Raffaele Sollecito lasciando l’hotel di Bari-Palese in cui ha trascorso la notte con la fidanzata Greta dopo la sentenza di assoluzione della Cassazione.
Enorme gratitudine. Lo ha ripetuto più volte Amanda Knox, quando alla fine di una lunga giornata, dopo la decisione della Cassazione in Italia, ha voluto parlare, sulla porta della casa della madre nel quartiere di West Seattle. Qui si era “rifugiata” con amici e parenti fin da ieri, in attesa di sapere quale sarebbe stato il suo futuro. “Sono molto grata che giustizia sia stata fatta. Grazie. Sono grata di riavere la mia vita”, ha detto tra le pause, con la voce rotta dall’emozione.
“E’ stata uno shock” per i familiari di Meredith Kercher la sentenza della Cassazione che ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Lo affermano in una dichiarazione diffusa attraverso i loro legali. “Naturalmente – sottolineano i congiunti della studentessa – le emozioni in questo momento sono forti”.