pianeti simili alla terra in cui c'è vita acqua nasa

Un’altra Terra è davvero possibile, e la scoperta del pianeta Kepler-452b sembra confermarlo. Il cugino più anziano della Terra è l’ultimo e il più promettente dei sosia trovati finora, grazie anche alla vicinanza ad una stella madre del tutto simile al nostro Sole che renderebbe possibile la presenza di forme di vita (ammesso che vi siano gli ‘ingredienti’ necessari per svilupparla). In precedenza, il primato era detenuto da Kepler-22b, il primo ‘gemello’ scoperto nel 2011. Posto a 600 anni luce da noi, Kepler-22b ha un raggio pari a due volte e mezzo quello del nostro Pianeta e si trova alla giusta distanza dal suo sole, intorno a cui orbita in un anno di 290 giorni.

Non proprio così simili, ma altrettanto entusiasmanti, si sono rivelati i due pianeti Kepler-62e e Kepler-62f, la cui scoperta venne annunciata dalla rivista Science nel 2013. Questi sono i due pianeti più esterni di un sistema fatto da 5 mondi extrasolari posti intorno alla stella Kepler-62, molto simile al Sole. Anch’essi risultano orbitare nella nella cosiddetta ‘zona abitabile’, ossia nella regione in cui arrivano luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla superficie. La scoperta di tutti questi nuovi mondi alieni porta la firma del telescopio spaziale Kepler della Nasa: lanciato nel 2009, è il più celebre ‘cacciatore’ di pianeti extrasolari.

Dopo aver raccolto immagini e dati su oltre 150.000 stelle, alla ricerca dell’ombra dei pianeti in orbita intorno a loro, è stato poi costretto a ridimensionare la sua attività nel 2013 a causa di un guasto che ha rischiato di mandarlo anticipatamente in ‘pensione’. A dargli man forte ci sono anche telescopi molto potenti ben piantati con i ‘piedi’ per terra, e presto arriveranno nuove imponenti missioni spaziali come quella di Plato (Planetary Transits and stellar Oscillations), il satellite con 34 ‘occhi’ progettati in Italia e capaci di scrutare contemporaneamente i pianeti esterni al Sistema Solare alla ricerca di quelli più simili alla Terra. Plato verrà lanciato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) nel 2024: la sua missione vedrà l’Italia ancora in prima fila con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).